Il 27 febbraio 2019, presso la commissione Affari Sociali della Camera, è stata illustrata la risposta ad un’interrogazione depositata dalla deputata Gilda Sportiello del Movimento 5 Stelle, in tema di “Reperibilità dei contraccettivi di emergenza”. La parlamentare aveva sottolineato che «la contraccezione di emergenza è uno strumento farmacologico di pronto soccorso, utilizzabile allo scopo di evitare gravidanze non desiderate oppure nei casi in cui il ricorso a un metodo contraccettivo tradizionale fallisca o venga dimenticato, oppure quando la donna subisca un rapporto sessuale non voluto».

E pertanto aveva chiesto «quali iniziative la ministra Giulia Grillo intenda assumere per garantire alle donne una facile reperibilità dei contraccettivi d’emergenza e se ci sia la volontà di intervenire, per quanto di competenza, affinché sia fatta distinzione, nella dotazione di contraccettivi sistemici ormonali obbligatori nelle farmacie, tra contraccettivi ordinari e d’emergenza». Incaricato della replica è stato il sottosegretario alla Salute Luca Coletto: «Come indicato nell’interrogazione parlamentare in esame – ha indicato il politico della Lega – la Tabella 2 della Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana elenca i medicinali che devono essere sempre obbligatoriamente presenti in farmacia. Essa è stata recentemente rivisitata in occasione dell’aggiornamento della Farmacopea, con decreto ministeriale 17 maggio 2018, che ha recepito le attività espletate dal Tavolo di lavoro tecnico per l’aggiornamento della Farmacopea Ufficiale della Repubblica italiana, attualmente sciolto per decorrenza dei termini di durata».

Il sottosegretario ha precisato che «tra i medicinali e le sostanze obbligatori elencati nella Tabella 2 sono annoverati i “contraccettivi sistemici ormonali”, che possono essere detenuti in farmacia come sostanza e/o come prodotto medicinale, con l’annotazione specifica che la farmacia ne deve possedere almeno “una del gruppo”. Nel caso in esame, il gruppo terapeutico “contraccettivi sistemici ormonali” comprende i seguenti sottogruppi di medicinali: Progestina ed estrogeni, combinazioni fisse; Progestina e estrogeni, preparazioni sequenziali; Progestina; Contraccettivi di emergenza. Ricordo che rientrano nella definizione di contraccettivi di emergenza i medicinali a base del progestinico “Levonorgestrel” e a base di “Ulipristal Acetato”. In virtù di quanto previsto nella Tabella 2, generale obbligo di approvvigionamento dei farmaci “contraccettivi sistemici ormonali” è quindi soddisfatto anche con la detenzione di medicinali appartenenti ad uno solo dei sottogruppi citati. Corrisponde al vero, dunque, quanto rappresentato dall’interrogazione e che, cioè, potrebbe verificarsi l’ipotesi di una momentanea assenza di contraccettivi di emergenza nella disponibilità della farmacia. Per garantire, con piena certezza, la reperibilità di tali contraccettivi in ogni farmacia, è necessario, pertanto, che la contraccezione d’emergenza sia considerata una categoria a sé stante all’interno della Farmacopea, e non un sottogruppo di contraccettivi sistemici ormonali. Ciò richiede, tuttavia, una modifica della citata Tabella 2, che, peraltro, è stata già richiesta in occasione della seduta del Tavolo di lavoro tecnico del 18 febbraio 2018». Gilda Sportiello, replicando, si è dichiarata «soddisfatta dell’intenzione, richiamata nella risposta, di intervenire sulla Farmacopea ufficiale al fine di assicurare la piena disponibilità nelle farmacie di tutti i contraccettivi di emergenza. Auspico, quindi, una maggiore informazione e diffusione in relazione alla cosiddetta “pillola dei 5 giorni dopo”, segnalandone l’efficacia».

Sul tema, come riferito da FarmaciaVirtuale.it, negli ultimi anni si è discusso molto tra i favorevoli a tale tipo di contraccezione e i contrari, anche in merito alla questione dell’obiezione di coscienza da parte dei farmacisti.

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