Cittadinanzattiva sui farmaci: “Tempi e costi le maggiori criticità”

Proprio il recente Convegno AIFA ”Farmaci. Diritto di parola”, sull’accesso ai farmaci, tenutosi a Roma l’8 Febbraio, cui hanno preso parte alcune associazioni di cittadini come Cittadinanzattiva – CnAMC, è stata l’occasione per discutere delle principali criticità e dei maggiori punti di debolezza del settore farmaceutico, così come delle proposte civiche per la promozione e il miglioramento del sistema.
Non solo tempi troppi lunghi, come si diceva. Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato infatti dai costi eccessivi, in riferimento a quelli sostenuti dai pazienti per poter accedere a farmaci indispensabili per curare la propria patologia, ma non rimborsati dal SSN. L’osservatorio delle associazioni dei malati cronici aderenti a Cittadinanzattiva, ha fatto una stima, calcolando una media di 1127 euro per i medicinali in fascia C e di 1.297 per i parafarmaci. Tempi e costi già insostenibili cui si aggiungono le limitazioni poste a livello regionale circa l’uso consentito dei farmaci, a far da contraltare a quanto stabilito dall’AIFA e dunque rispetto ad un livello essenziale di assistenza (LEA).
Cittadinanzattiva chiede che il Decreto Balduzzi trovi presto applicazione – esso prevede infatti una riduzione del tempo necessario (sino a un massimo di 180 giorni) per concludere l’iter di approvazione dei farmaci da parte dell’AIFA (che segue quello condotto a livello europeo) – e di abolire i prontuari terapeutici ospedalieri regionali vincolanti.
Come portare al centro delle politiche farmaceutiche le esigenze dei pazienti e far sì che queste rappresentino veramente della priorità intorno alle quali costituire un sistema efficiente e funzionale? Essenzialmente si tratta di cambiare modello e approccio rispetto ai processi decisionali sui farmaci: la politica dell’ascolto non è più sufficiente. Oggi si rende necessario promuovere una partecipazione attiva e sostanziale delle associazioni di cittadini e di pazienti. In altre parole, nelle decisioni sui farmaci devono poter partecipare (anche) i cittadini.