È stata presentata a Roma il 25 febbraio 2026 la campagna nazionale “Il primo sollievo inizia in farmacia. I farmacisti al centro della prevenzione e gestione delle cefalee”. L’iniziativa, di carattere scientifico e sanitario, intende ridefinire l’approccio alle cefalee primarie in Italia, dando spazio al potenziale della farmacia di comunità come primo presidio di contatto. La campagna ha visto il supporto non condizionante di Angelini Pharma e il patrocinio della Società italiana di farmacia clinica (Sifac) e della Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti (Fenagifar). La campagna si propone di trasformare la farmacia in un nodo attivo per la gestione delle patologie, creando un collegamento strutturato con la medicina generale e i centri specialistici.

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Board scientifico interdisciplinare

Il progetto si fonda sul board scientifico interdisciplinare, coordinato dal Prof. Fabrizio Vernieri, docente di neurologia all’Università Campus Bio-Medico di Roma e responsabile scientifico dell’iniziativa. Al board hanno partecipato la Prof.ssa Cristina Tassorelli dell’Università di Pavia e Irccs Mondino, il Prof. Piero Barbanti dell’Irccs San Raffaele di Roma, il Prof. Pierangelo Geppetti, docente emerito di Farmacologia clinica all’Università di Firenze, la Dott.ssa Sabina Cevoli dell’Irccs Istituto delle scienze neurologiche di Bologna, il Dott. Matteo Alberto Baio, farmacista clinico e ricercatore Sifac, e il Dott. Paolo Levantino, segretario Fenagifar.

Vademecum operativo per i farmacisti

Il lavoro del comitato ha prodotto un vademecum operativo per i farmacisti, attualmente in fase di finalizzazione. Il documento contiene un algoritmo decisionale basato su quattro parametri principali: la storia pregressa del paziente, le caratteristiche dell’episodio acuto, la presenza di segnali di allarme e la risposta ai trattamenti. Sono presenti schede descrittive sulle diverse tipologie di cefalea primaria, un modello per il counseling personalizzato, e indicazioni per identificare i casi che richiedono un invio al medico, come quelli con esordio improvviso dopo i 50 anni o con sintomi neurologici focali.

Fase pilota coinvolgerà 150 farmacie sul territorio

Il progetto entrerà nella sua fase operativa con il coinvolgimento di 150 farmacie pilota, selezionate sul territorio nazionale. I farmacisti riceveranno una formazione specifica e saranno impegnati in attività di pre-screening, applicazione dell’algoritmo, counseling e educazione del paziente all’uso corretto della terapia sintomatica. Sarà inoltre condotta una raccolta di dati anonimi per valutare l’impatto dell’iniziativa.

Valorizzare il ruolo del farmacista nella gestione della cefalea

Paolo Levantino, farmacista clinico e giornalista scientifico, ha spiegato che «il Vademecum rappresenta uno strumento concreto per valorizzare il ruolo del farmacista nella gestione della cefalea, trasformando l’esperienza quotidiana al banco in un’opportunità di educazione sanitaria. Non è solo una guida operativa, ma un supporto che aiuta a strutturare il dialogo con il paziente, promuovere un uso appropriato dei farmaci e riconoscere quando è necessario orientare verso il medico o i centri cefalee. Così si rafforza la collaborazione interprofessionale e si costruisce una presa in carico più continua e consapevole. Il Vademecum si inserisce pienamente nella direzione indicata dal nuovo D. Lgs. 3 febbraio 2026 n. 17, che riconosce e sviluppa le competenze educative e cliniche del farmacista».

«Farmacia è uno dei presidi sanitari più accessibili e vicini ai cittadini»

Matteo Alberto Baio, farmacista clinico e ricercatore Sifac, responsabile dell’area cefalee, ha sottolineato che «iniziative come questa rappresentano un modello virtuoso: la farmacia è uno dei presidi sanitari più accessibili e vicini ai cittadini, un punto di contatto quotidiano con il sistema salute, disponibile senza bisogno di appuntamento. Una collaborazione strutturata tra farmacisti e specialisti può tradursi in benefici concreti per i pazienti affetti da cefalea, garantendo una presa in carico più precoce, appropriata e continuativa. Un approccio condiviso e fondato sulle evidenze scientifiche è fondamentale per il pieno riconoscimento del farmacista come figura clinica, nell’interesse della salute pubblica».

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