Lo scorso 31 maggio Federconsumatori, organizzazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi l’informazione e la tutela dei consumatori ed utenti, aveva inviato un appello all’indirizzo del ministero della Salute affinché, nelle more di vederci chiaro sul caso degli integratori contenenti Curcuma e le probabili manifestazioni di epatite colestatica acuta, i cittadini venissero informati adeguatamente nel caso di possibili rischi legati al consumo di tali prodotti. Tuttavia, non è bastato un primo appello che a distanza di qualche giorno l’associazione ha nuovamente invitato il dicastero a fornire dettagli su quanto stia accadendo e divulgare le informazioni necessari. «In questi giorni – si legge in un comunicato diramato – si sono moltiplicati i richiami di integratori a base di Curcuma associati a numerosi casi di epatite colestatica acuta. Nelle scorse settimane abbiamo invocato l’intervento del ministero della Salute per evitare allarmismi e fornire indicazioni chiare ai cittadini, nonché per la predisposizione di una campagna di comunicazione sulla tematica: nel nostro paese il ricorso agli integratori è capillarmente diffuso, quindi è necessario dare maggiore risalto all’argomento.

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Federconsumatori evidenzia dunque che «dal ministero non abbiamo avuto ancora alcun segnale e sul web, che costituisce una delle principali fronti a cui i cittadini ricorrono per avere informazioni, le notizie in merito viaggiano a ritmo pressoché incontrollato. Ribadiamo quindi la necessità di fornire notizie ufficiali e certe da fonti affidabili, per scongiurare il rischio che gli utenti possano trarre conclusioni errate da indicazioni apprese chissà dove». Lunedì 10 giugno l’Istituto superiore di sanità (Iss) aveva segnalato ulteriori casi, portando a 19 i possibili eventi patologici, per un totale di 20 prodotti contenenti Curcuma attenzionati. Per l’occasione, inoltre, il ministero aveva suggerito ai consumatori di non acquistare gli integratori segnalati, sia mediante il canale web che quello off-line.

Intanto, restano i dubbi sulle cause scatenanti gli eventi associati alla somministrazione di integratori contenenti Curcuma. Per sgomberare il campo e non lasciare spazio a possibili generalizzazioni, dopo Federsalus, anche Aboca, azienda erboristica operante nella coltivazione di piante officinali e nella produzione e commercializzazione di prodotti fitoterapici, si era pronunciata sottolineando che la correlazione tra epatite ed assunzione di Curcuma «non si riferisce ne può essere estesa a tutti i prodotti che contengono Curcuma».

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