Carenze farmaci

Carenze di farmaci in Europa, report Pgeu: situazione strutturale e impatto crescente

Il Pgeu 2025 ha confermato la persistenza delle carenze, con le farmacie che vi dedicano 12 ore a settimana e assorbono costi operativi crescenti, e i pazienti che subiscono interruzioni delle cure.

Carenze di farmaci in Europa, report Pgeu: situazione strutturale e impatto crescente

Le carenze di farmaci permangono come problema strutturale e sistemico in Europa, con le farmacie di comunità costrette ad assorbire costi operativi e umani crescenti. È quanto emerso dal Medicine shortages report 2025 della Pharmaceutical group of the european union (Pgeu), presentato al Parlamento europeo co-ospitato dall’eurodeputato Nicolás González Casares (S&D) e dall’eurodeputato Tomislav Sokol (Epp), e reso disponibile il 4 marzo 2026. Il documento, basato sulle risposte di 27 paesi Ue ed Efta, ha confermato che le carenze non sono più episodi isolati. Il 96% dei paesi intervistati ha segnalato carenze di medicinali e nel 70% dei casi la situazione è stagnante a livelli elevati. In oltre un terzo delle nazioni, sono attualmente in carenza più di 600 farmaci. In Italia, il numero complessivo di medicinali carenti è aumentato del 6,8% nel 2025 rispetto al 2024, a conferma del peggioramento della situazione.

Carenze anche per le terapie clinicamente critiche

Quanto ai medicinali interessati, come emerso dal report le carenze colpiscono in misura crescente terapie critiche, tra cui farmaci cardiovascolari, antibiotici, trattamenti oncologici, insuline, agonisti del recettore Glp-1, e medicinali per il sistema nervoso. In diversi Stati membri, una parte delle carenze riguarda farmaci classificati come critici a livello Ue o nazionale, dimostrando che neppure i medicinali essenziali sono al riparo da problematiche legate alla fornitura.

Rilevanti conseguenze per i pazienti

Tutti gli Stati membri Ue rispondenti hanno segnalanoto disagio e inconvenienti per i pazienti, e quasi nove su dieci riportano interruzioni delle terapie. Per la prima volta, la riduzione della fiducia dei pazienti è emersa come conseguenza più frequente delle carenze segnalata dai farmacisti, con l’erosione della fiducia nei farmaci e nel sistema sanitario stesso. I paesi hanno riferito di trattamenti sub-ottimali, maggiori ticket legati alle alternative, errori di terapia associati alle sostituzioni e, in alcuni casi, eventi avversi.

Farmacie assorbono il peso del sistema

D’altro canto, le farmacie di comunità fungono sempre più da “ammortizzatori” nelle fragili supply chain. In media, le farmacie dedicano ora circa 12 ore alla settimana alla gestione delle carenze, più del doppio del livello registrato solo cinque anni fa. L’attività dei farmacisti comprende la ricerca di alternative, il contatto con i medici prescrittori, il counselling ai pazienti, la prevenzione di errori terapeutici e l’adempimento di obblighi amministrativi. L’81% dei paesi ha segnalato un aumento degli oneri amministrativi e perdite finanziarie legate al tempo investito per mitigare le carenze.

Piccoli miglioramenti nella governance, ma stessi problemi

Sebbene si siano osservati alcuni miglioramenti nella governance – l’81% dei paesi dispone ora di una definizione di carenza e il 74% ha sistemi di segnalazione accessibili ai farmacisti – restano lacune significative. I sistemi predittivi e di allerta precoce sono disomogenei o in fase di sviluppo in molti Stati membri, la segnalazione da parte del farmacista non è sempre possibile e raramente è integrata digitalmente, e la flessibilità legale per gestire le carenze varia considerevolmente. Solo il 15% dei paesi rispondenti consente la sostituzione terapeutica da parte del farmacista, limitando la sua capacità di garantire la continuità assistenziale quando alternative clinicamente appropriate sono disponibili.

Proposte operative del Pgeu

Per affrontare la natura crescente e sistemica delle carenze di farmaci, la Pgeu ha avanzato una serie di raccomandazioni. Si parte dal rafforzamento del coordinamento Ue e della resilienza della supply chain, implementando il quadro dei medicinali critici, affrontando le vulnerabilità produttive, e diversificando la capacità manifatturiera. Il Pgeu ha sollecitato l’istituzione di sistemi di monitoraggio predittivi e interoperabili, con meccanismi di alert precoce a livello europeo e segnalazioni digitali integrate. Il Pgeu ha suggerito il maggiore empowerment legale dei farmacisti, armonizzando e ampliando i quadri normativi per la sostituzione terapeutica sotto protocolli definiti.

Necessità di recuperare la fiducia persa dei pazienti

Sul fronte del rapporto con i pazienti, resta da recuperare la loro fiducia persa. Il Pgeu ha rimarcato la necessità di proteggere la fiducia delle persone e la sostenibilità delle farmacie, riconoscendo e compensando le farmacie per il tempo investito e prevenendo oneri finanziari aggiuntivi per i pazienti derivanti da sostituzioni rese necessarie dalle carenze. Il report ha evidenziato com le carenze di farmaci siano un banco di prova della capacità dell’Europa di garantire accesso equo alle terapie essenziali e che il passaggio dalla gestione “reattiva” alla prevenzione predittiva deve diventare una priorità europea condivisa degli Stati membri.

«Carenza stabilizzata a livello inaccettabilmente alto»

Mikołaj Konstanty, presidente Pgeu, ha spiegato che «la carenza di medicinali si è stabilizzata, ma a un livello inaccettabilmente alto. Non si tratta più di episodi isolati, sono un peso cronico per i pazienti, i farmacisti e i sistemi sanitari. I farmacisti delle farmacie di comunità garantiscono ogni giorno la continuità delle cure, ma la resilienza non può dipendere dai professionisti in prima linea che assorbono i fallimenti del sistema. Dobbiamo rafforzare la sicurezza delle forniture, migliorare la capacità predittiva e fornire ai farmacisti gli strumenti giuridici e operativi per agire in modo rapido e sicuro».

© Riproduzione riservata