Carcinoma polmonare a piccole cellule, da Chmp parere favorevole per tarlatamab
Il Chmp dell’Ema ha adottato parere favorevole per Imdylltra, anticorpo bispecifico, nel trattamento dell’Es-Sclc recidivato dopo chemioterapia di prima linea.
Il 26 marzo 2026 il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato di concedere l’Aic nell’Unione europea per Imdylltra (tarlatamab). Il farmaco è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (Es-Sclc) che hanno avuto una recidiva di malattia durante o dopo un trattamento iniziale con chemioterapia a base di platino. Il richiedente per Imdylltra è Amgen Europe B.V. L’Es-Sclc è una forma tumorale rara e aggressiva, caratterizzata da una prognosi sfavorevole. Dopo la risposta iniziale alla chemioterapia di prima linea, le recidive sono frequenti e le opzioni terapeutiche successive sono limitate, con esiti generalmente insoddisfacenti. La raccomandazione del Chmp va in risposta a un bisogno terapeutico insoddisfatto per la popolazione di pazienti.
Meccanismo d’azione e dati dello studio di Fase 3
Il principio attivo di Imdylltra è il tarlatamab, anticorpo bispecifico che funge da “T-cell engager”. La molecola si lega sia alla proteina DLL3, espressa in modo aberrante sulle cellule tumorali, che alla proteina CD3 sui linfociti T del sistema immunitario. Il doppio legame avvicina fisicamente le cellule T citotossiche al tumore, attivandole e inducendo la produzione di citochine infiammatorie e il rilascio di proteine citotossiche, con conseguente morte delle cellule cancerose. La raccomandazione dell’Ema si basa sui risultati dello studio clinico di Fase 3 che ha coinvolto 509 adulti con Es-Sclc recidivato. Lo studio ha confrontato il trattamento con Imdylltra con la terapia standard di cura con chemioterapici come topotecan, lurbinectedin o amrubicina. L’endpoint primario era la sopravvivenza globale (Os), mentre la sopravvivenza libera da progressione (Pfs) era un endpoint secondario chiave. I dati hanno mostrato miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza mediana globale, pari a 13,6 mesi nel braccio trattato con Imdylltra, rispetto a 8,3 mesi nel braccio di controllo. Ciò corrisponde alla riduzione del rischio di morte del 40% per i partecipanti trattati con il farmaco. La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 4,2 mesi con Imdylltra, contro 3,2 mesi con la terapia standard.
Profilo di sicurezza e prossimi passi procedurali
Il profilo di sicurezza di Imdylltra comprende effetti indesiderati significativi, legati al suo meccanismo immunologico. L’effetto avverso più comune e serio è la sindrome da rilascio di citochine (Crs), reazione immunitaria sistemica potenzialmente pericolosa per la vita che può causare febbre, ipotensione, e difficoltà respiratorie. Un altro evento grave è la sindrome di neurotossicità associata a cellule effettrici immuni (Icans), condizione infiammatoria che interessa il Snc. La gestione dei rischi richiede sia riconoscimento che intervento precoci. Le informazioni sul prodotto conterranno specifiche raccomandazioni per la gestione e sarà fornita la scheda informativa per i pazienti. Altri effetti comuni comprendono diminuzione dell’appetito, febbre, disgeusia, stipsi, anemia, affaticamento, nausea, astenia, neutropenia, iponatriemia, cefalea e linfopenia.
Decisione inviata alla Commissione europea per l’adozione formale dell’Aic
Il parere positivo del Chmp è solo una tappa intermedia nel percorso di accesso al farmaco. La decisione sarà ora inviata alla Commissione europea per l’adozione formale dell’Autorizzazione all’immissione in commercio valida in tutta l’Ue. Le decisioni relative al prezzo e al rimborso avverranno a livello dei singoli Stati membri. Imdylltra, designato come medicinale orfano per il trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule il 12 gennaio 2024, rientra nel campo di applicazione del Regolamento Ue sulla Valutazione delle Tecnologie Sanitarie. Il Gruppo di Coordinamento degli Stati membri per l’Hta dovrà adottare la valutazione clinica congiunta sul prodotto entro 30 giorni dal rilascio dell’autorizzazione.