Professione Farmacista

Campagna antinfluenzale 2026, gli esperti: non aspettare il freddo

Secondo gli esperti, il clima mite non deve rallentare la prevenzione: l’appello di virologi, pneumologi, allergologi e associazioni di pazienti.


Con l’autunno è partita, in Italia, la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2026-2027. L’avvio è stato messo risalto dall’Osservatorio Virusrespiratori, che ha coinvolto nella presentazione la Società italiana di allergologia e immunologia clinica, l’Associazione italiana pneumologi ospedalieri e Federasma e Allergie Odv. Le realtà coinvolte hanno ricordato che le temperature miti del periodo non devono far rimandare la vaccinazione, poiché il calendario della prevenzione non coincide necessariamente con l’arrivo del freddo. Secondo l’Osservatorio, le prime indicazioni internazionali non lasciano prevedere stagione più severa delle precedenti, ma l’andamento reale dipenderà da diversi fattori, tra cui le condizioni meteorologiche e la contemporanea circolazione di più virus respiratori, tra cui influenza, Sars-Cov-2 e virus respiratorio sinciziale.

Monitoraggio dell’Osservatorio e gli sviluppi attesi nei prossimi mesi

L’intensità della stagione influenzale potrà essere valutata soltanto progressivamente, seguendo l’andamento epidemiologico e la circolazione congiunta di influenza, Covid-19, virus respiratorio sinciziale e degli altri virus tipici della stagione fredda, che insieme comporranno il quadro epidemiologico dei prossimi mesi. L’Osservatorio Virusrespiratori ha annunciato che continuerà a monitorare l’andamento di queste infezioni nel corso della stagione, fornendo aggiornamenti utili a supportare scelte informate di prevenzione, con ulteriori informazioni disponibili sul sito virusrespiratori.it. L’iniziativa è resa possibile, come indicato dai promotori, grazie al supporto incondizionato di Csl Seqirus e GlaxoSmithKline.

«Intensità e tempistica della stagione possono cambiare rapidamente»

Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore scientifico dell’Osservatorio Virusrespiratori, ha sottolineato che «le temperature miti possono farci percepire l’influenza come qualcosa di ancora lontano, ma non devono diventare un motivo per rimandare la vaccinazione. È possibile che il clima determini uno slittamento in avanti della vera partenza della stagione influenzale, ma già oggi vediamo circolare diverse forme simil-influenzali sostenute da altri virus respiratori. L’esperienza ci insegna inoltre che intensità e tempistica della stagione possono cambiare rapidamente. Per questo il messaggio è semplice: non aspettiamo il freddo o l’aumento dei casi per proteggerci. La campagna vaccinale parte ora ed è questo il momento giusto per aderire, soprattutto per le persone anziane, fragili o con patologie croniche, per le quali influenza e altre infezioni respiratorie possono avere conseguenze importanti».

Pazienti respiratori cronici a rischio riacutizzazioni

Enrica Intini, responsabile del gruppo di studio Patologie infettive respiratorie e tubercolosi di Aipo-Its/Ets, ha precisato che «vaccinarsi è proteggersi e proteggere chi ci circonda. Sappiamo che a fronte del consueto picco invernale di infezioni virali, i pazienti respiratori cronici, e in particolare i più fragili, sono a rischio di riacutizzazioni che possono essere responsabili di ospedalizzazione e, nei casi più gravi, possono condurre a morte. Prevenire è fondamentale, i vaccini sono un importante e sicuro strumento, e il mondo della Pneumologia, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante in termini di prevenzione. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la Bpco resta la terza causa di decessi nel mondo, che Bpco e asma insieme interessano il 15% della popolazione globale, e che considerando anche fibrosi, bronchiettasie e malati oncologici arriviamo al 20%. Pertanto, è fondamentale intervenire a monte, dove è possibile, con un atto non solo di salute individuale, ma collettivo. La chiave di svolta è nella prevenzione, vaccinati».

«L’influenza nel bambino non deve essere banalizzata»

Michele Miraglia Del Giudice, docente di pediatria all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e past president Siaip, ha evidenziato che «l’influenza nel bambino non deve essere banalizzata e la vaccinazione rappresenta uno strumento di prevenzione sicuro e importante. La protezione può iniziare già dai 6 mesi di vita e oggi disponiamo di opzioni vaccinali che consentono di rispondere alle diverse età ed esigenze. Vaccinare un bambino significa innanzitutto proteggere lui, riducendo il rischio di influenza e delle sue complicanze, ma significa anche contribuire a limitare la circolazione del virus all’interno della famiglia, a scuola e nella comunità. Il consiglio alle famiglie è quindi di confrontarsi per tempo con il proprio pediatra e di non aspettare che l’influenza inizi a circolare intensamente prima di pensare alla vaccinazione».

«Proteggersi significa ridurre un rischio evitabile»

Come spiegato da Mario Picozza, presidente di Federasma e Allergie Odv, «per le persone fragili la vaccinazione non è un appuntamento da rimandare fino all’arrivo del freddo, ma un’opportunità di prevenzione da cogliere nel momento indicato. Chi vive con asma, allergie respiratorie o altre patologie croniche sa quanto un’infezione possa incidere su un equilibrio di salute spesso faticosamente raggiunto. È importante quindi che i pazienti possano ricevere informazioni chiare, confrontarsi con il proprio medico e avere un accesso semplice e in sicurezza alla vaccinazione. Proteggersi significa ridurre un rischio evitabile e, allo stesso tempo, contribuire a proteggere le persone più vulnerabili che ci stanno accanto. Il nostro invito è a non aspettare il picco dell’influenza: la prevenzione comincia adesso».

© Riproduzione riservata