Per affiancare i farmacisti e il pubblico verso l’uso di nuovo linguaggio nato nei mesi della pandemia, il Calendario della Salute ha stretto una collaborazione con l’Accademia della Crusca. Obiettivo: dare forma all’edizione 2023 incentrata sul corretto utilizzo delle “Parole della Salute”. A farlo sapere è la stessa organizzazione, la quale ha reso noto che «la nuova edizione del Calendario porterà nelle case di milioni di italiani il vocabolario che meglio si addice a questo nuovo rapporto di fiducia e collaborazione che si sta instaurando tra la farmacia e il proprio pubblico attorno ai temi della salute».

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Obiettivi 2023 del Calendario

Anche nel 2023, dunque, «le farmacie continueranno quindi a portare nelle case di milioni di italiani la consueta capillare attività di informazione e di prevenzione che, nel corso degli anni, ha affiancato il consiglio al banco e contribuito a creare una diffusa cultura di attenzione alla prevenzione e alla cura». Gli organizzatori ricordano che «il Calendario della Salute, giunto alla sua trentaseiesima edizione, è una testata giornalistica consolidata e qualificata, che da anni costituisce uno strumento di informazione sanitaria apprezzato da un pubblico sempre più vasto. Anche per questo, tutte le principali associazioni di categoria hanno da sempre appoggiato il Calendario che, anche per il 2023, si avvarrà del patrocinio di Fofi, Federfarma, Assofarm, Utifar, Federfarma Servizi e Fenagifar».

Presenza fissa del Calendario durante la pandemia

Uniservices, società editrice del Calendario della Salute, spiega che «in questi due anni di pandemia, la farmacia ha cambiato pelle. Non siamo stati semplicemente “sempre aperti”, ma abbiamo affiancato alla nostra presenza fisica una serie di nuovi servizi e di consigli che hanno rappresentato per il cittadino una vera e propria bussola in un momento di così grande incertezza e precarietà. La farmacia, da ora in avanti, sarà vissuta dal pubblico in un modo nuovo e differente. Ogni cambiamento profondo porta con sé una nuova immagine e una diversa percezione. Ma alla nuova pelle si abbina anche un nuovo lessico, un vocabolario diverso e sempre più consapevole».

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