Il messaggio di Ornella Barra, farmacista e co-chief operating officer di Walgreens Boots Alliance (Wba), intervenuta a margine della nona edizione della convention europea di Alphega Pharmacy, tra i principali network di farmacisti indipendenti in Europa, è estremamente chiaro. Nonostante le evoluzioni del sistema, il farmacista è – e sarà – al centro dell’offerta di salute rivolta al paziente. Ma ad una sola condizione: che abbia la capacità di adeguarsi al cambiamento, al fine di rispondere ai bisogni del territorio.

Al centro della due giorni monegasca, svoltasi al Grimaldi Forum di Monte Carlo il 14 e 15 marzo 2019, con la partecipazione di oltre 1.500 delegati, fra cui 1.200 farmacisti provenienti da nove paesi, il tema “Promuovere l’innovazione, valorizzare la farmacia”, attraverso l’uso delle più recenti innovazioni, di natura tecnologica e professionale, attraverso cui i farmacisti indipendenti possono avere maggiore capacità di conquistare la fiducia dei propri pazienti. «Il mondo della salute – evidenzia Ornella Barra – è in costante evoluzione. Oltre ai progressi tecnologici e all’accelerazione del digitale, abbiamo pazienti e consumatori molto più informati rispetto al passato. Desiderano avere un miglior accesso ai servizi per la salute, comodità, convenienza e flessibilità onde gestire meglio la propria salute: dobbiamo rispondere efficacemente a queste esigenze per offrire a tutti una migliore esperienza».

Numerosi gli interventi che hanno affrontato l’innovazione nel settore della farmacia, l’impatto e l’evoluzione della tecnologia, con particolare focus alla piattaforma digitale di Alphega Pharmacy. Tra i relatori, Stefano Pessina, executive vice chairman and chief executive officer di Walgreens Boots Alliance, Albert Bourla, chief executive officer di Pfizer, Jim Weinstein, head of innovation and health equity di Microsoft Healthcare, e Andy Conrad, chief executive officer di Verily, ma anche dibattiti e tavole rotonde con la partecipazione di farmacisti indipendenti della rete europea del colosso statunitense.

«Considero la farmacia italiana – spiega Barra – tra le meglio attrezzate e più presenti sul territorio. L’ho sempre sostenuta e la continuo a difendere. Una rete che gli stessi farmacisti italiani devono difendere, essere consapevoli di questo e capire anche che per mantenere qualcosa di positivo bisogna sapersi adeguare ai tempi e di conseguenza sentire le necessità che provengono da parte dei consumatori, essere proattivi, prevenirle e svilupparle».

Un accenno della dirigente, in risposta ad alcune domande, va ai recenti tentativi di modifica della normativa italiana in favore della riduzione della quota percentuale in capo ai soci non farmacisti, all’interno delle società di capitale. «Il Governo ha dimostrato buonsenso – spiega Ornella Barra – nel mantenere la legge precedente approvata nell’agosto di un anno fa», essendosi reso conto «che c’è necessità anche di evolvere da parte del sistema delle farmacie». Invece, fa notare, «questa rappresenta un’opportunità anche per la farmacia: la legge approvata dal Governo nell’agosto scorso non è altro che una legge la quale permette al farmacista di prendere una decisione». Ovvero, sottolinea, «di restare indipendente, crearsi una propria catena – e l’esempio viene dall’Inghilterra, ove ci sono farmacisti che hanno più di cento farmacie proprie -, o, se lo richiede la necessità, di vendere la farmacia, ma anche di restare all’interno della farmacia vendendo una partecipazione di maggioranza che consente alla catena di mettere il brand». Ne consegue che, alla luce del quadro legislativo attuale, «i farmacisti sono liberi di decidere se restare indipendenti o di fare una catena», vista anche «la situazione finanziaria estremamente precaria di tante farmacie». Ciò concede al farmacista, conclude, «la possibilità di poter evolvere in maniera diversa senza essere obbligato a dover chiudere, fallire o lasciare la farmacia senza restarvi al proprio interno».

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