Assofarm ha fornito un resoconto a margine dell’audizione svolta martedì 8 febbraio 2021 presso la Commissione XII Affari sociali della Camera dei Deputati. La sigla ha ribadito che «l’approvazione del comma 4 dell’articolo 20, Legge 21 maggio 2021, n. 69, che prevede il riconoscimento “in via sperimentale, per gli anni 2021 e 2022, di una remunerazione aggiuntiva in favore delle farmacie per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale”, con l’obiettivo (si legge nella relazione illustrativa) “di passare da un sistema di remunerazione fondato sulla scontistica sul prezzo ad una remunerazione che valorizza la funzione del farmacista”, apre la strada ad una sperimentazione che conduce verso un nuovo modello strutturale di remunerazione della filiera».

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Il riconoscimento dell’atto professionale del farmacista

Secondo Assofarm, «la sperimentazione di questo modello, particolarmente significativo perché riconosce l’atto professionale del farmacista al di là del prezzo del farmaco e garantisce una stabilità di remunerazione per la farmacia (necessario per la sostenibilità delle farmacie stesse, in particolare quelle più piccole), consentirebbe inoltre di superare numerose criticità di accesso al farmaco sul territorio per i pazienti e di uniformare regole e tariffe su tutto il territorio nazionale. Inoltre, contribuirebbe a offrire all’AIFA maggiore flessibilità nell’aggiornamento del PHT per rispondere realmente alle indicazioni fornite da legislatore in occasione della costituzione del PHT stesso (Figura 2), grazie all’assenza di aggravio diretto di spesa derivante dal conseguente cambio di modello di remunerazione per la filiera a seguito di ingresso o uscita dal suddetto Prontuario».

L’avvio rapido dei nuovi tavoli di confronto

Alla luce di quanto evidenziato, Assofarm sottolinea che «l’impegno del Governo adottato in sede di approvazione del ddl Bilancio 2022 (atto 9/3424/85), “a valutare la definizione di un modello di remunerazione sperimentale della filiera per la distribuzione in regime convenzionale delle classi di farmaci escluse dal PHT, che garantisca la sostenibilità economica del sistema valorizzando il ruolo professionale del farmacista all’interno della farmacia dei sevizi, al fine favorire il rapido accesso alle terapie per i pazienti cronici, superando le attuali disparità regionali in termini di accesso al farmaco e remunerazione della farmacia aperta al pubblico causate dal sistema DPC” e “a valutare l’immediato aggiornamento del PHT, escludendo le classi di farmaci per cui siano venute a mancare le motivazioni di inclusione nel PHT”, va proprio in questa direzione e impone il rapido avvio di nuovi tavoli di confronto tra le parti».

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