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Antibiotico-resistenza, dalla Conferenza Stato-Regioni le modifiche al Piano di contrasto

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato la revisione dell’Intesa sul riparto delle risorse per il Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza.

Antibiotico-resistenza, dalla Conferenza Stato-Regioni le modifiche al Piano di contrasto

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nella seduta del 18 dicembre 2025, ha sancito un’intesa che modifica l’accordo del 17 aprile 2025 relativo al finanziamento del Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (Pncar) 2022-2025. L’intesa originaria definiva criteri e modalità di riparto delle risorse stanziate dall’articolo 1, comma 529, della legge di bilancio 2022, pari a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2025. La modifica interviene sulla tempistica per l’adempimento da parte delle Regioni e sull’assegnazione delle competenze di coordinamento nel ministero della Salute. L’iter ha visto il coinvolgimento del Mef.

Proroga dei termini per le Regioni e organismo di coordinamento

Una modifica riguarda l’estensione del termine a disposizione delle Regioni e delle Province autonome per trasmettere al ministero della Salute la delibera regionale necessaria ad accedere ai fondi. Su richiesta delle stesse Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, emersa durante la riunione tecnica di novembre, il termine è stato portato da 90 a 180 giorni dalla stipula dell’Intesa. La norma prevede che il mancato rispetto del termine, o una valutazione negativa da parte del Comitato di Coordinamento, comporti la non erogazione delle risorse relative alla prima annualità (2023) per le amministrazioni inadempienti. È stata poi aggiornata la governance del processo. Il Comitato di Coordinamento sarà istituito con decreto del direttore Generale delle Emergenze Sanitarie e opererà presso la Direzione Generale, riflettendo il riassetto organizzativo del Ministero. Il Comitato sarà composto da almeno tre rappresentanti del Ministero e tre rappresentanti delle Regioni e Province autonome.

Uniformità e piena attuazione del Piano nazionale.

Le premesse dell’intesa, proposte dal ministero della Salute attraverso il Capo di gabinetto e il Vice Capo di gabinetto, evidenziano le motivazioni delle variazioni, in particolare la necessità di assicurare la piena attuazione del Pncar sul territorio nazionale, evitando la dispersione di risorse e garantendo omogeneità di trattamento. La proroga del termine è giustificata dalla circostanza che alcune Regioni, per ragioni formali o procedurali, non hanno rispettato il termine originario di 90 giorni, rischiando di perdere l’accesso ai fondi 2023. L’intervento, definito straordinario, mira a consentire il recupero delle risorse.

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