Annali Amd, i dati aggiornati sull’assistenza al diabete
Il report 2025, presentato al Senato, ha evidenziato maggior uso di tecnologie e terapie evolute, ma criticità su rene, retina, e piede diabetico.
Gli Annali Amd dell’Associazione medici diabetologi (Amd), presentati a Roma il 6 maggio 2026 al Senato in un convegno promosso dalla Senatrice Daniela Sbrollini, hanno messo in luce l’andamento dell’assistenza diabetologica in Italia sulla base dei dati raccolti nel 2025. Il quadro descritto dal report ha mostrato l’aumento dei pazienti con parametri glicemici controllati, il miglioramento nella gestione del colesterolo, e la maggiore diffusione di farmaci di recente introduzione e dispositivi tecnologici, in particolare nel monitoraggio e nella somministrazione dell’insulina. Restano tuttavia aree che richiedono attenzione, tra cui lo screening del danno renale, della retinopatia e del piede diabetico. Il dataaset esaminato comprende oltre 775mila pazienti, tra cui 51.013 con diabete Tipo 1, 693mila con diabete Tipo 2 e 15.093 con diabete gestazionale, campione ampio della popolazione seguita dai servizi diabetologici italiani.
Tecnologie e terapie nella pratica clinica
Per il diabete Tipo 1, gli Annali Amd hanno rilevato età media di 49 anni, con una quota di pazienti oltre i 65 anni prossima al 19% e presenza di ultra 85enni pari all’1%. Il fumo ha interessato il 26,2% del campione, mentre l’obesità il 14,7%. Sul piano degli indicatori clinici, il 37,2% dei pazienti ha presentato emoglobina glicata a target, il 40,5% ha mostrato valori pressori controllati, e oltre la metà livelli di colesterolo nei parametri previsti. I microinfusori utilizzati dal 21,3% dei pazienti. Per la prima volta sono disponibili dati sul monitoraggio continuo del glucosio, relativi a circa 13mila persone con diabete Tipo 1: un paziente su tre raggiunge un time in range di almeno il 70%, mentre la maggioranza evita episodi ipoglicemici rilevanti. L’insulina basale di seconda generazione è impiegata dal 90,6% del campione, gli antipertensivi da circa il 30% e le terapie ipolipemizzanti da quasi il 50%. La retinopatia è indicata come la complicanza più frequente, con una prevalenza del 29,5%.
Obesità attorno al 35% nel diabete di Tipo 2
Nel diabete Tipo 2, l’età media si avvicina ai 70 anni e l’obesità si attesta intorno al 35%. L’emoglobina glicata è a target in oltre il 56% dei pazienti e il colesterolo risulta controllato in quasi il 49%, rispetto al 44,6% dell’anno precedente. L’impiego di SGLT2 inibitori, agonisti recettoriali del Glp-1 o doppi agonisti Gipglp-1 raggiunge l’85,6%, in aumento rispetto al 77,4% rilevato in precedenza. Permangono, secondo il report, margini di intervento sulle complicanze microvascolari: il monitoraggio di micro e macroalbuminuria, retinopatia e piede diabetico è in riduzione. La malattia renale cronica riguarda oltre la metà del campione e Ace-inibitori e sartani non risultano utilizzati in circa il 43% dei pazienti per i quali sarebbero indicati.
Registri e confronto europeo sui percorsi di cura
Il capitolo dedicato al diabete gestazionale ha compreso oltre 15mila donne, una quota che copre circa la metà dei casi annualmente registrati in Italia. L’età media supera i 34 anni e oltre un terzo delle pazienti proviene da Paesi extra-Ue. Tra i fattori di rischio emergono l’età superiore a 35 anni, presente nel 45,5% del campione, l’obesità pregravidica, salita al 30,4% rispetto al 25% della precedente rilevazione, e la familiarità per diabete, pari al 10,1%. La terapia insulinica interessa il 50% delle donne con diabete gestazionale, rispetto al 38% dell’anno precedente.
Risultati di salute concreti per i pazienti
Salvatore De Cosmo, presidente Amd, ha spiegato che «la crescita del database degli Annali Amd testimonia come la disponibilità di informazioni cliniche strutturate possa tradursi in risultati di salute concreti per i pazienti. L’attività di benchmarking, fondata sul confronto con i centri best performers, ha favorito nel tempo un miglioramento progressivo e misurabile degli indicatori di qualità, contribuendo in modo sostanziale all’evoluzione della diabetologia italiana. Gli Annali sono oggi uno strumento strategico per l’analisi dei percorsi assistenziali e per il supporto alle decisioni in ambito di sanità pubblica. Le prospettive future riguardano l’integrazione dei dati, lo sviluppo di modelli di cura sempre più personalizzati, anche attraverso l’impiego delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, in un contesto sanitario in continua evoluzione».
Attività di ricerca osservazionale basata sulla Rwe
Riccardo Candido, presidente di Fondazione Amd, ha sottolineato che «con 15 Edizioni, oltre 65 articoli pubblicati su riviste internazionali, 40 monografie tematiche e oltre 2 milioni di dati raccolti dal 2006, gli Annali Amd hanno dato vita a un’intensa attività di ricerca osservazionale basata sulla real world evidence, che ha consentito di approfondire diversi aspetti clinici, organizzativi e socio-demografici della malattia. Tra i principali ambiti di studio: medicina di genere, fragilità e invecchiamento, popolazioni migranti, rischio cardiovascolare e renale ed appropriatezza terapeutica. Queste analisi consentono di delineare con maggiore precisione l’evoluzione dei bisogni dei pazienti e le strategie di gestione del diabete nel nostro Paese».