Amazon ha recentemente annunciato la sua entrata in farmacia attraverso l’acquisizione di PillPack, una farmacia online statunitense specializzata nello sconfezionamento, preparazione di blister monodose pro-aderenza e consegna di farmaci al domicilio dei pazienti. L’annuncio negli USA, oltre a causare cali in borsa per i principali colossi farmaceutici come Walgreens, CVS e Rite Aid, ha messo in agitazione farmacisti e industrie farmaceutiche, che ora si interrogano sull’impatto che questo servizio potrà avere sul fatturato delle farmacie locali e sul futuro ruolo dei farmacisti.

Un recente studio effettuato da Omnicell, infatti, ha dimostrato un sensibile miglioramento dei risultati clinici e dell’aderenza alla terapia per quei pazienti che hanno utilizzato i blister multiterapia. Secondo stime attendibili, l’onere della non aderenza sul sistema sanitario statunitense ha superato i 300 miliardi di dollari, tra costi diretti e indiretti, con circa il 50% dei pazienti che non assume i farmaci prescritti, e ciò renderebbe la nuova offerta di Amazon una opportunità di attenuare gli ostacoli al miglioramento dell’aderenza. Tuttavia, seppur un comodo accesso ai farmaci favorisce l’aderenza alle terapie, l’accordo Amazon-PillPack rischia di interrompere il contatto diretto tra farmacista e paziente e il ruolo essenziale del professionista nel continuum sanitario all’interno della comunità, soprattutto riguardo alla risoluzione di aspetti critici relativi ai farmaci stessi, comprese interazioni farmacologiche impreviste, lacune nelle cure, problemi di costo, mancanza di istruzione del paziente, e incompatibilità degli stili di vita con determinati trattamenti.

E’ questo il punto di partenza della riflessione apparsa sulla rivista specializzata statunitense Pharmacy Times, che invita a guardare all’acquisizione come ad un’opportunità per la categoria, piuttosto che una minaccia. I farmacisti, infatti, possono ancora avere un ruolo decisivo nell’aderenza dei pazienti, ad esempio aiutandoli a superare la loro confusione nella gestione di terapie multiple e contribuendo a ridurre gli errori di trattamento che potrebbero non essere sempre evidenti, in particolar modo durante le transizioni di cura, momenti delicati in cui gli utenti hanno bisogno di una figura locale che li guidi nel loro percorso verso migliori risultati.

L’articolo evidenzia come Amazon stia sviluppando un approccio “uno uguale per tutti” che non è però progettato per soddisfare le esigenze individuali dei pazienti con problemi di salute particolari. Dunque per non essere battuti sul mercato dai rivenditori online, i farmacisti dovranno rivalutare il valore che essi apportano all’assistenza sanitaria, riportando l’attenzione sui servizi di assistenza centrati sul paziente, offrendo essi stessi strumenti di aderenza, come i blister multimedicinali che possono essere personalizzati a seconda delle singole esigenze, ma soprattutto utilizzando le nuove tecnologie per comunicare con paziente e prescrittore su base continuativa, al fine di valutare costantemente l’aderenza al farmaco, eventuali modifiche ai farmaci o aggiustamenti del dosaggio, effetti collaterali, interazioni farmacologiche, vaccinazioni necessarie e altro.

Come riportato da FarmaciaVirtuale.it, anche Stefano Pessina, CEO di Walgreen Boots Alliance, aveva sottolineato la necessità e la volontà di valorizzare i servizi delle farmacie fisiche: « Il mondo delle farmacie è ben più complesso della semplice consegna a domicilio, ed il ruolo delle farmacie fisiche continuerà ad essere molto importante nel futuro. Sappiamo bene che dobbiamo cambiare il livello di servizio reso agli utenti, e stiamo lavorando duro per andare in quella direzione».
Non è ancora chiaro invece se Amazon vorrà in futuro estendere il servizio in Europa, di certo in Italia dovrebbe superare le barriere che attualmente consentono la vendita di farmaci online esclusivamente a esercizi commerciali autorizzati alla vendita al pubblico, ovvero le farmacie.

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