
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha diffuso il Position Paper «Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica». Il documento, frutto del lavoro del tavolo tecnico Aifa sulla prescrittomica, propone un cambio di paradigma: dal modello terapeutico standardizzato alla cura personalizzata, costruita sulle caratteristiche biologiche, cliniche e sociali del singolo paziente. L’iniziativa ha coinvolto esperti dell’Agenzia, società scientifiche, ordini professionali, accademia, istituti di ricerca e associazioni dei pazienti. Il punto di partenza è stato l’invecchiamento della popolazione. In Italia quasi il 24% dei cittadini ha più di 65 anni. Nei dati del position paper è emerso che il 68% degli over 65 assume almeno cinque farmaci diversi e il 28,5% ne assume dieci o più, condizione che espone a elevato rischio di interazioni, reazioni avverse e scarsa aderenza.
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Strumenti operativi e transizione verso modello di cura evoluto
Tra le proposte operative, l’Aifa ha indicato la necessità di incentivare pratiche come la ricognizione e la riconciliazione farmacologica, fondamentali nei pazienti in politerapia, e di promuovere l’uso di software di supporto alle decisioni cliniche per l’analisi preventiva delle interazioni farmaco-farmaco. Ruolo centrale è stato attribuito alla farmacogenomica e al Therapeutic drug monitoring (Tdm). L’adozione di sistemi di supporto decisionale e algoritmi di intelligenza artificiale richiede la definizione di standard condivisi di validazione e qualità.
Intelligenza artificiale e la bioinformatica come leve strategiche
Robert Nisticò, ha sottolineato che «il documento ha proposto l’intelligenza artificiale e la bioinformatica come leve strategiche per costruire modelli predittivi a supporto della pratica clinica. Per rendere strutturale la medicina di precisione, risultano necessari modelli organizzativi stabili, integrazione multidisciplinare e percorsi formativi strutturati, assicurando equità di accesso. Il position paper ha richiamato anche l’importanza della formazione dei professionisti e del coinvolgimento attivo dei pazienti, perché l’appropriatezza prescrittiva non è solo un fatto tecnico, ma anche culturale».
«Medicina di precisione non è un lusso per pochi»
Per Nisticò «non possiamo più accettare che la politerapia, spesso inevitabile negli anziani, diventi una fonte di rischio invece che di beneficio. La medicina di precisione è lo strumento che ci consente di aumentare le probabilità di efficacia delle cure e ridurre gli effetti indesiderati, mettendo davvero la persona al centro». Dunque, per il Presidente dell’Aifa «strumenti come i sistemi di supporto decisionale, se correttamente validati e utilizzati, possono fare la differenza nella gestione dei pazienti complessi. La medicina di precisione non è un lusso per pochi. È un dovere etico e un investimento sul futuro del Servizio sanitario nazionale: curare meglio significa anche utilizzare meglio le risorse pubbliche. In un Paese che invecchia rapidamente la sfida non è aumentare il numero dei farmaci prescritti, ma prescriverli in modo più appropriato, sicuro e mirato, trasformando l’innovazione scientifica in beneficio concreto per i cittadini».
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