Circa un paziente su due sopra i 65 anni non somministra correttamente la terapia prescritta dal medico. È il dato preoccupante che emerge da una ricerca portata a termine su un campione di 1.230 pazienti, a cura del Centro Studi di Senior Italia Federanziani, con il contributo non condizionato di Daiichi Sankyo. Il lavoro ha avuto lo scopo di analizzare l’aderenza terapeutica e la presa in carico del paziente cardio-metabolico. «Il 43,7% degli over 65 – si legge nei risultati dello studio – non assume regolarmente i farmaci che gli vengono prescritti dal medico, spesso per dimenticanza, per scarsa conoscenza dei benefici collegati alla terapia e dei rischi conseguenti la sua interruzione, oltre che per mancanza di un aiuto pratico: nell’86,8% dei casi, infatti, il paziente cronico ultrasessantacinquenne non ha nessuno che lo assista nell’assunzione dei farmaci, ma un paziente su due ritiene che sarebbe utile poter contare su una persona o uno strumento tecnologico che lo aiuti nel miglioramento dell’aderenza terapeutica».

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Le patologie più frequenti e l’assunzione dei farmaci

Entrando nel dettaglio, «la patologia cronica più ricorrente nel campione intervistato è l’ipertensione (55,3%) – prosegue Senior Italia Federanziani -, seguita dalle patologie croniche dell’apparato osteo articolare (29,1% artrosi e 28,5% mal di schiena) e dalle patologie croniche del metabolismo (diabete 21,8% del campione, dislipidemia-ipercolesterolemia per il 18,2%). Il 51,9% degli intervistati fuma o ha fumato in passato, e agli stili di vita non sempre corretti si aggiunge una scarsa aderenza alla terapia: il 43,7% degli over 65 non assume regolarmente i farmaci che gli vengono prescritti dal medico; al 39,5% degli intervistati capita frequentemente di dimenticare di assumere il farmaco prescritto dal medico, al 26,7% capita raramente e solo il 33,8% del campione riesce a non dimenticare mai i farmaci. Ciò si deve anche alla complessità delle terapie: il 91% del campione assume infatti almeno una terapia, e se il 39,5% (che calcolato su 13,8 milioni di anziani corrisponde a 5 milioni 451mila) se la cava con uno o due farmaci al giorno, il 38,5% del campione (pari a 5 milioni 313mila) ne assume tra tre e cinque, il 9,6% (pari a 1 milione 324mila) tra sei e sette e il 3,3% (pari a 455mila) addirittura quotidianamente più di sette».

Fonte Senioritalia Federanziani

La comunicazione con i professionisti sanitari

Un focus anche sulla qualità della comunicazione che i pazienti hanno con i professionisti sanitari, principalmente con il medico: «Nel 13,2% dei casi – evidenzia lo studio – non spiega in modo adeguato l’importanza dell’assunzione del farmaco, mentre per il 17,7% degli intervistati lo fa solo di tanto in tanto. Nella stragrande maggioranza dei casi il paziente ultrasessantacinquenne si rapporta con l’assunzione dei farmaci senza alcun tipo di aiuto, mentre solo il 13% viene assistito da un familiare e lo 0,2% da una badante». In merito a quest’ultima Federanziani evidenzia che «è assai diffusa l’idea che sarebbe utile uno strumento atto a ricordare l’assunzione dei farmaci: la metà degli intervistati (49,8%) sceglierebbe una persona o un oggetto/device che possa supportarlo in questo, mentre il 21% preferirebbe avere uno schema semplice e poche assunzioni giornaliere. L’11,2% degli intervistati giudica utile anche una migliore comunicazione medico paziente, con una spiegazione più precisa dei benefici della cura, percentuale che sale al 18% quando si parla dell’utilità di conoscere i rischi legati all’interruzione della terapia. Per quanto riguarda la frequenza dei controlli medici, il 47,3% degli over 65 effettua annualmente un controllo dal cardiologo, il 27,5% si sottopone a una visita meno di una volta l’anno anno, il 12% più di una volta l’anno, mentre un 13,2% dei pazienti non si sottopone mai a visite cardiologiche».

Le patologie più incidenti

«La pressione alta – spiega Federanziani – interessa il 55,3% del campione, i trigliceridi sono un problema per il 24,9% e il colesterolo per il 39,7%. Tra le figure sanitarie consultate per problemi di salute, l’88% delle volte viene indicato il medico di medicina generale, il 49,8% lo specialista e nel 9,1% dei casi il farmacista. L’incontro con il medico di famiglia avviene ogni 15 giorni per il 12% del campione, mensilmente per il 38,7% e qualche volta all’anno per il 48,1%. Il 18,7%, infine, non verifica insieme al medico di medicina generale le terapie assegnate dallo specialista, mentre solo nel 6,3% dei casi avviene un cambio della prescrizione terapeutica dello specialista su indicazione del medico di famiglia». Secondo Roberto Messina, presidente Senior Italia, «il covid ha assorbito tutta la nostra attenzione in questi ultimi mesi, ma non dobbiamo dimenticare le altre cronicità che interessano soprattutto gli ultrasessantacinquenni e che in Italia riguardano milioni di persone. È necessario – conclude – offrire nuove forme di supporto per migliorare la presa in carico del paziente e ottimizzare l’aderenza terapeutica, sfruttando appieno le potenzialità che le nuove tecnologie ci offrono, come l’ultimo periodo ha ampiamente dimostrato».

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