Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità nei pazienti sottoposti a emodialisi, contribuendo a oltre il 70% dei decessi associati alla patologia. In questa popolazione, il rischio cardiovascolare risulta fino a dieci volte superiore rispetto alla popolazione generale, con un’incidenza elevata di morte improvvisa, infarto miocardico e ictus. Gli acidi grassi polinsaturi n−3, in particolare Epa e Dha, sono noti per le loro proprietà anti-infiammatorie, antiaritmiche e antitrombotiche e potrebbero rappresentare una strategia preventiva promettente, ma la loro efficacia in pazienti dializzati era finora poco definita. Un ampio studio clinico controllato ha valutato la sicurezza e l’efficacia della supplementazione di ω−3 Pufa in questa popolazione ad alto rischio.

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Disegno dello studio

Lo studio, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, è stato condotto in 26 centri in Canada e Australia e ha coinvolto 1.228 adulti sottoposti a emodialisi di mantenimento. I partecipanti sono stati assegnati in rapporto 1:1 a ricevere quotidianamente 4 g di acidi grassi n−3 (contenenti 1,6 g di Epa e 0,8 g di Dha) o capsule a base di olio di mais come placebo. Il follow-up medio è stato di 3,5 anni.

Efficacia e sicurezza della supplementazione

I risultati hanno mostrato una riduzione significativa dell’incidenza di eventi cardiovascolari seri nel gruppo trattato con acidi grassi n−3 rispetto al placebo. L’incidenza è risultata pari a 0,31 vs 0,61 eventi per 1000 paziente-giorno, corrispondente a una riduzione relativa del 49%, con un hazard ratio di 0,57. Riduzioni simili sono state osservate nei singoli componenti dell’end point primario, tra cui l’infarto miocardico, la morte cardiaca e l’ictus. La supplementazione è risultata ben tollerata. L’incidenza di eventi avversi seri è risultata sovrapponibile tra i due gruppi e non sono stati segnalati aumenti di aritmie, sanguinamenti o ospedalizzazioni correlate al trattamento.

Implicazioni cliniche e prospettive future

Queste evidenze indicano che la supplementazione con acidi grassi n−3 potrebbe rappresentare una strategia preventiva efficace per ridurre il rischio cardiovascolare nei pazienti in emodialisi, una popolazione per la quale le opzioni terapeutiche sono limitate e spesso insufficientemente efficaci. Rimangono tuttavia alcuni aspetti da chiarire, tra cui la traslabilità dei risultati in contesti clinici diversi, la durata ottimale della supplementazione e il ruolo potenziale della terapia combinata con altri farmaci cardioprotettivi. Studi futuri potrebbero esplorare inoltre gli effetti sugli indici infiammatori e sul rischio aritmico, al fine di comprendere più a fondo i meccanismi biologici coinvolti.

Dr. Paolo Levantino

Fonte: Lok Ce, Farkouh M, Hemmelgarn Br, Moist Lm, Polkinghorne Kr, Tomlinson G, et al, Pisces Investigators. Fish-Oil Supplementation and Cardiovascular Events in Patients Receiving Hemodialysis. N Engl J Med. 2026,394:128-137.

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