Professione Farmacista

Accessi in farmacia per primo soccorso: è tempo di un servizio riconosciuto?

In una lettera a FarmaciaVirtuale.it, il farmacista Diego Zorzetto ha esaminato il fenomeno crescente delle richieste di assistenza per ferite e ustioni, proponendo la formalizzazione del ruolo con formazione e copertura legale.


Il numero di persone che si rivolge alla farmacia per avere un primo intervento in seguito a incidenti domestici, sul lavoro o stradali è in aumento. Diego Zorzetto, dirigente della Farmacia Comunale a Castegnato, Brescia, in una lettera inviata a FarmaciaVirtuale.it ha rilevato che «la tendenza attuale dimostra un deciso aumento degli accessi in Farmacia per trovare assistenza – o meglio primo soccorso – in caso di incidenti domestici, durante il lavoro o lungo la strada. Nella maggior parte dei casi si tratta di ferite da taglio, abrasioni, ustioni, a volte di entità importante».

Cause del fenomeno e possibili misure da porre in atto

Secondo Zorzetto «l’incremento degli accessi in farmacia per questo motivo richiede un’analisi più approfondita non solo delle cause – evidenti per molti, quasi sempre legate alla difficoltà di accesso ai Mmg ed ai Ps e difficilmente modificabili nel breve periodo – ma anche delle misure da porre in atto per rispondere alla richiesta di assistenza del cittadino. È chiaro che nei casi ritenuti più gravi, il Farmacista invierà la persona alle cure del Mmg se disponibile oppure ospedaliere ma quasi sempre si rende comunque necessario e inderogabile “fare qualcosa”. Come esaminare lo stato della ferita, praticare una medicazione di prima istanza, controllare la presenza o meno di immunizzazione antitetanica per evitare l’esitazione vaccinale ed infine istruire l’infortunato oppure i familiari sui passi successivi da compiere per continuare il ciclo di cura».

Fenomeno rilevante quando sono coinvolte persone con fragilità sociali

Per il Dirigente «il fenomeno diventa rilevante quando coinvolge persone con fragilità sociali o culturali tali da rendere fondamentale la facilità di “accesso alla cura” e la farmacia oggi è, sotto vari aspetti, il luogo dove il cittadino va a cercare aiuto. Forse sarebbe il caso di “istituzionalizzare” questo servizio che de facto il farmacista si trova a dover fare pur senza corsi di formazione realizzati ad hoc e senza l’adeguata protezione garantita dalla legge. Di certo non si tratta di voler aggiungere al farmacista competenze di altre aree sanitarie, ma bensì di rispondere ad una esigenza pressante che viene manifestata dalla popolazione generale. L’esigenza rimane a oggi soddisfatta in maniera molto modesta».

Ridurre file, tempi di attesa nei Ps

Il farmacista Zorzetto ha spiegato che ciò «contribuirebbe, in parte, a ridurre le file e i tempi d’attesa nei Ps grazie sia alla risoluzione già in Farmacia di alcuni casi sia per l’invio del paziente ai sanitari già con una diagnosi, seppur di prima istanza, magari con apposito report telematico. Si avrebbe inoltre l’occasione perfetta di contribuire direttamente alla copertura vaccinale antitetanica con evidenti benefici. Con la coralità degli organi istituzionali professionali e politici potrebbe essere attivata una fase sperimentale, come è stato fatto per i servizi in farmacia. Sarà utile per capire eventuali criticità e affinare le modalità di intervento per ottenere un protocollo di intervento condiviso».

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