Healthcare Policies & Regulations

Confindustria Dm contro la manovra, annunciate azioni legali

Faltoni: payback da 12,5 miliardi penalizza il settore, tetti di spesa ritoccati solo dello 0,1%. Chiesto intervento correttivo a Governo e Parlamento.


Confindustria Dispositivi Medici ha annunciato l’avvio di azioni legali e di una mobilitazione dell’intera filiera contro le disposizioni della legge di bilancio relative al payback sanitario. La presa di posizione è stata espressa dal presidente dell’associazione, Fabio Faltoni, a seguito dell’esame del testo della manovra. Come dichiarato da Faltoni, «la manovra ci considera come il soggetto chiamato a sostenere oneri che non dipendono dalla nostra gestione, presentando un conto insostenibile, causato dagli sforamenti delle Regioni su cui le aziende non possono fare nulla. È inaccettabile: il Governo affossa così deliberatamente un intero comparto, che garantisce ogni giorno prevenzione, diagnosi, cura e salute a milioni di Italiani. I cittadini ne prendano atto».

Costo per le imprese di circa 12,5 miliardi di euro

Come spiegato dal presidente di Confindustria Dispositivi Medici «secondo le nostre stime, il payback relativo al periodo 2019 – 2029 costerà alle imprese complessivamente circa 12,5 miliardi di euro e il Governo ha scelto di non fare nulla, anzi: ha ritoccato i tetti di un inutile 0,1% che ha il sapore della beffa senza agire sulle cause. Ci troviamo davanti a una richiesta sul pregresso di 520 milioni di euro per ciascuno dei prossimi 5 anni con un payback che cresce in media di ben 1,5 Mld all’anno».

«Impugneremo le scelte del Governo in tutte le sedi competenti»

Da qui, l’avvertimento di Faltoni: «Non resteremo in silenzio: se non saranno stralciati, durante l’iter parlamentare della Manovra, i commi da 2 a 6 dell’art. 73, impugneremo le scelte del Governo in tutte le sedi competenti, per difendere le nostre imprese e i loro lavoratori. Il settore non può più limitarsi ad appelli inascoltati. Annunciamo, fin d’ora, una mobilitazione di tutta la filiera. Chiederemo conto al Governo e al Parlamento di scelte che mettono a rischio investimenti, ricerca, posti di lavoro e, in ultima istanza, l’accesso dei cittadini alle tecnologie sanitarie. È surreale che questo provvedimento arrivi a seguito della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato in cui si rinvia alla corte europea la tematica payback riscontrando quattro gravi motivi di incompatibilità».

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