Sanofi, terzo trimestre 2026: vendite a 14,4 miliardi, Eps a 3,55 euro
Dopo i risultati del terzo trimestre 2026, il gruppo francese Sanofi ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno, trainato da dupilumab e dai lanci.
Il 30 ottobre 2026 Sanofi ha reso disponibili i risultati finanziari relativi al terzo trimestre dell’anno, con crescita a doppia cifra sia delle vendite sia dell’utile netto per azione. Nel solo periodo luglio-settembre 2026 il gruppo farmaceutico francese ha registrato vendite nette per 14.444 milioni di euro, in aumento del 16,2% ai tassi di cambio correnti e del 14,3% a tassi di cambio costanti rispetto allo stesso trimestre del 2025. L’utile netto per azione, calcolato sulle metriche gestionali usate dall’azienda, è salito a 3,55 euro, con aumento del 22,0% ai tassi di cambio correnti e del 19,6% a tassi di cambio costanti, l’utile per azione stando ai principi contabili Ifrs si è invece attestato a 2,52 euro. Sulla base dei risultati, Sanofi ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2026, stimando ora crescita delle vendite a tassi di cambio costanti compresa in percentuale a due cifre nella fascia bassa e aumento dell’utile netto per azione a tassi di cambio costanti in percentuale a due cifre nella fascia media.
Motori della crescita trimestrale e andamento dei vaccini
Tra i fattori che hanno sostenuto la performance del trimestre, Sanofi ha indicato l’andamento di dupilumab, il cui fatturato è cresciuto del 34,8% raggiungendo 5,7 miliardi di euro, e ha superato per la seconda volta la soglia dei 5 miliardi di euro in un singolo trimestre. Le vendite dei farmaci di recente lancio sono aumentate del 31,4%, toccando 1,4 miliardi di euro, trainate in particolare da efanesoctocog alfa, avapritinib e belumosudil. Andamento opposto per il comparto vaccini, le cui vendite sono diminuite del 6,6% a 3,2 miliardi di euro, calo che l’azienda ha attribuito alla fasatura prevista delle consegne nell’area della prevenzione respiratoria.
Costi per ricerca e sviluppo, approvazioni nelle malattie rare e vaccini
Sul fronte dei costi, le spese di ricerca e sviluppo si sono attestate a 1,8 miliardi di euro, stabili rispetto all’anno precedente, mentre le spese generali, amministrative e di vendita sono scese dello 0,9% a 2,3 miliardi di euro, risultato che Sanofi riconduce alla disciplina sui costi adottata dal gruppo. Sul piano regolatorio, il trimestre ha fatto registrare due approvazioni nelle aree delle malattie rare e dei vaccini, l’accettazione di sottomissione regolatoria e due designazioni regolatorie, tra cui una revisione prioritaria e la designazione Prime.
Utile netto Ifrs, flusso di cassa e prospettive sui prossimi trimestri
Guardando ai dati contabili sui principi Ifrs, il terzo trimestre si è chiuso con un utile netto di 3.021 milioni di euro, in crescita del 7,8%, mentre l’utile per azione Ifrs è salito del 9,6% a 2,52 euro. Il flusso di cassa del trimestre è stato pari a 3.269 milioni di euro, in aumento del 9,2%, e il risultato operativo ha raggiunto 5.430 milioni di euro, con una crescita del 22,2% ai tassi di cambio correnti e del 19,7% a tassi di cambio costanti. Nei primi nove mesi del 2026 le vendite nette hanno toccato 36.550 milioni di euro, in aumento del 13,1% ai tassi di cambio correnti e del 15,2% a tassi di cambio costanti, mentre l’utile netto per azione è salito a 7,52 euro, con un incremento del 19,4%. Sanofi ha reso noto che, applicando i tassi di cambio medi di ottobre 2026, gli effetti valutari sono stimati in circa -1% sia sulle vendite sia sull’utile netto per azione per l’intero esercizio.
Partnership strategica con Cheplapharm
Tra gli sviluppi societari del periodo, il gruppo ha annunciato a settembre l’intenzione di avviare una partnership strategica con Cheplapharm per la cessione di un portafoglio di venti farmaci maturi e tre siti produttivi, operazione soggetta alle consuete procedure di informazione e consultazione con i rappresentanti dei lavoratori e alle approvazioni regolatorie, con completamento atteso entro il terzo trimestre del 2027, a inizio ottobre è stato comunicato l’ampliamento della collaborazione con Regeneron Pharmaceuticals su nuovi anticorpi a lunga durata d’azione destinati alle aree immunologiche.
Slancio commerciale e finanziario ha portato al rialzo delle previsioni
Belén Garijo, Ceo del Gruppo, ha spiegato che «Sanofi ha registrato un altro trimestre solido con una crescita delle vendite a due cifre, pari al 14,3%, trainata principalmente dai nostri nuovi medicinali e da dupilumab. L’utile netto per azione è aumentato del 19,6%, grazie alla disciplina dei costi. Le tappe della pipeline hanno incluso due approvazioni regolatorie, una sottomissione regolatoria e due ulteriori designazioni regolatorie. Il forte slancio commerciale e finanziario registrato finora ci porta ad alzare le nostre previsioni per il 2026: la crescita delle vendite è ora attesa su una percentuale a due cifre nella fascia bassa e la crescita dell’utile netto per azione su una percentuale a due cifre nella fascia media, a sottolineare la nostra crescita sostenibile e redditizia. Nel terzo trimestre abbiamo accelerato la trasformazione di Sanofi ampliando la nostra storica alleanza con Regeneron, che apre ulteriori opportunità in immunologia. Abbiamo inoltre continuato a semplificare il nostro portafoglio attraverso una partnership con Cheplapharm relativa a un certo numero di farmaci storici».
Priorità proteggere gli utili durante la perdita di esclusività di dupilumab
Garijo ha osservato che «siamo fiduciosi nella nostra capacità di mantenere solide performance commerciali e finanziarie nel breve e medio termine. L’intera organizzazione è concentrata sulla gestione della traiettoria di Sanofi post-dupilumab nel prossimo decennio. La nostra priorità è proteggere gli utili durante la perdita di esclusività di dupilumab. Abbiamo già iniziato ad agire per migliorare la produttività della ricerca e sviluppo. Lo sviluppo del business e le operazioni di M&A saranno fondamentali per integrare questa trasformazione. Restiamo impegnati nella nostra politica di allocazione del capitale di lungo termine, compreso il dividendo progressivo».