Al via il servizio di refertazione delle analisi in farmacia con l’Ospedale San Raffaele
È attivo il servizio che dà la possibilità alle farmacie di erogare analisi di prima istanza del sangue capillare e ottenere referti validati dal laboratorio dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.
Roche Diagnostics e Irccs Ospedale San Raffaele hanno presentato il 20 ottobre 2026 un servizio che dà la possibilità alle farmacie aderenti di erogare analisi del sangue con prelievo capillare dal dito e avere, in tempo reale, il referto medico validato e firmato dal laboratorio dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Il progetto “Refertazione analisi in farmacia. Farmacia e laboratorio ospedaliero – Insieme per un nuovo percorso integrato: Vicino. Veloce. Validato” intende costruire e consolidare il modello di sanità integrata in cui la diffusione territoriale delle farmacie si affianca alla competenza clinica del laboratorio ospedaliero, per l’individuazione precoce dei fattori di rischio cardiometabolici o di marcatori infiammatori.
Prelievo capillare con dispositivi diagnostici certificati Npt
Dopo la formazione validata dall’Ospedale San Raffaele, i farmacisti eseguono il prelievo capillare con dispositivi diagnostici Roche certificati Near patient testing (Npt) e conformi alla normativa europea Ivdr, attenendosi al protocollo standardizzato redatto dal responsabile del servizio di medicina di laboratorio dell’Ospedale. I dati vengono trasmessi al laboratorio del San Raffaele, che poi verifica la qualità dell’esame e valida i risultati. Il referto, dotato di valenza medico-legale, è restituito alla farmacia e, per suo tramite, alla persona dopo la firma digitale del responsabile del laboratorio.
«Qualità e competenze del laboratorio ospedaliero più vicino alle persone»
Federico Esposti, direttore Strategico dell’Irccs Ospedale San Raffaele, ha spiegato che «la vera innovazione in sanità non riguarda soltanto le tecnologie, ma la capacità di costruire nuovi modelli di assistenza partendo dai bisogni clinici dei cittadini. È da questa visione che nasce la collaborazione con Roche Diagnostics, che ci ha permesso di portare la qualità e le competenze del laboratorio ospedaliero più vicino alle persone. Il San Raffaele garantisce la supervisione dell’intero percorso e la validazione clinica dei referti, contribuendo a un nuovo modello di sanità integrata, accessibile e di prossimità».
Competenze cliniche, prossimità territoriale e innovazione
Massimo Locatelli, direttore del servizio di medicina di laboratorio, Irccs Ospedale San Raffaele, ha precisato che «la collaborazione tra il San Raffaele, le farmacie e Roche mette in connessione competenze cliniche, prossimità territoriale e innovazione. Il nuovo modello di refertazione traduce questa sinergia in un percorso integrato che, grazie alla capillarità delle farmacie, avvicina la prevenzione ai cittadini e ne semplifica l’accesso, senza rinunciare alla qualità e all’affidabilità delle analisi di laboratorio. Un modello che esprime anche una mentalità che riconosce nella collaborazione tra gli attori dell’ecosistema salute un elemento imprescindibile per trasformare l’innovazione portata dall’industria in un contributo tangibile all’evoluzione sostenibile dell’assistenza».
Prossimità delle farmacie e supervisione clinica dell’Ospedale San Raffaele
Ramiro Pena, healthcare development director di Roche Diagnostics Italia, ha sottolineato che «la decentralizzazione della sanità richiede un’affidabilità diagnostica rigorosa e con il progetto pilota di “Refertazione analisi in farmacia” uniamo la prossimità delle farmacie alla supervisione clinica dell’Ospedale San Raffaele, garantendo standard elevati e referti validati in tempo reale. Vogliamo valorizzare il territorio come presidio chiave per la prevenzione e la sostenibilità del sistema sanitario».
«Prevenzione parte dal territorio»
Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ha ricordato che «la prevenzione parte dal territorio e i farmacisti svolgono un ruolo fondamentale nell’individuazione precoce dei fattori di rischio cardiometabolico, rendendo i controlli di salute più accessibili ai cittadini. Un impegno concreto per ridurre l’impatto delle cronicità sui pazienti e sul servizio sanitario. Questo progetto conferma il valore della prossimità dei farmacisti e la capacità della nostra professione di coniugare l’accessibilità dei servizi con elevati standard di qualità e sicurezza, secondo un rigoroso protocollo operativo condiviso con l’ospedale e grazie al supporto della tecnologia. Una priorità per noi farmacisti e una garanzia per i cittadini: esami rapidi e affidabili, con risultati clinicamente validati da remoto, per orientare i pazienti verso gli approfondimenti diagnostici e i percorsi di cura necessari».
Percorsi di salute più accessibili, semplici e tempestivi
Antonio Antico, presidente della Società italiana di patologia clinica e medicina di laboratorio (Sipmel), ha osservato che «avvicinare l’assistenza ai cittadini significa rendere i percorsi di salute più accessibili, semplici e tempestivi. Il progetto nato dalla collaborazione tra le farmacie territoriali, l’Ospedale San Raffaele di Milano e Roche rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione possa favorire nuovi modelli assistenziali, capaci di integrare le competenze del laboratorio specialistico con la capillarità delle farmacie. In questo percorso, il contributo dell’industria è fondamentale per mettere a disposizione tecnologie e soluzioni innovative che consentano di avvicinare i servizi di prevenzione alle persone, garantendo al tempo stesso appropriatezza clinica, sicurezza e qualità delle prestazioni. Per Sipmel, il valore di questo modello risiede proprio nella capacità di costruire una rete integrata tra professionisti sanitari, strutture ospedaliere, farmacie e industria, nella quale ciascun attore contribuisce con le proprie competenze. Non si tratta di sostituire il laboratorio specialistico, ma di estenderne il valore sul territorio, rendendo la prevenzione di prossimità una risposta sempre più concreta ai bisogni di salute dei cittadini».
Prevenzione e del monitoraggio dello stato di salute
Secondo Clara Mottinelli, tesoriere di Federfarma, «oggi la normativa permette di effettuare in farmacia esami di prima istanza i cui esiti sono utili ai fini della prevenzione e del monitoraggio dello stato di salute e che sono eseguiti con apparecchi e procedure conformi agli standard di sicurezza ed efficacia. Guardiamo con fiducia ad un ampliamento del servizio, attraverso l’introduzione di test telerefertati, come già avviene per gli Ecg e gli holter effettuati in farmacia e refertati da remoto dallo specialista».
Referto clinicamente validato
Per Maria Vitale, responsabile programmi salute di Cittadinanzattiva, «la sfida per una sanità a misura di cittadino è dare a quest’ultimo servizi sempre più vicini, affidabili e integrati. Evitare inoltre che debba orientarsi da solo nel sistema sanitario è la vera innovazione. In tutto ciò sta il valore aggiunto di questo progetto che integra farmacia, laboratorio ospedaliero e professionisti sanitari, offrendo al cittadino non un semplice esito, ma un referto clinicamente validato, contribuendo ad evitare accessi ripetuti, duplicazioni e frammentazioni del percorso di salute. Non basta moltiplicare i punti di accesso alla sanità: dobbiamo costruire percorsi integrati tra professionisti e servizi, capaci di accompagnare le persone senza lasciarle sole. Questa sperimentazione rappresenta un’opportunità anche per il sistema sanitario, perché può tradursi in risposte più appropriate, maggiore continuità delle cure ed equità nell’accesso».