FarmacistaPiù 2026, l’assise dei farmacisti a Roma 4 e 5 novembre
Si terrà a Roma 4 e 5 novembre 2026 la 13esima edizione di FarmacistaPiù organizzata dalla Fondazione Francesco Cannavò con Summeet Srl: sanità territoriale, competenze e sostenibilità del Ssn.
È stata presentata mercoledì 30 settembre 2026 a Roma la 13esima edizione di FarmacistaPiù, congresso nazionale dei farmacisti italiani, in programma 4 e 5 novembre 2026. Alla conferenza stampa sono intervenuti Andrea Mandelli, presidente del congresso e presidente della Fofi, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Francesco Cannavò, Eugenio Leopardi, presidente di Utifar, e Maurizio Pace, presidente Enpaf. L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Francesco Cannavò in collaborazione con Summeet Srl. L’evento è momento di confronto e approfondimento sulle prospettive della professione e del Servizio sanitario nazionale, e prevede la partecipazione di istituzioni, professionisti sanitari, ricercatori e aziende del comparto. Al centro dei lavori il ruolo del farmacista nella sanità territoriale, l’integrazione tra ospedale e territorio, lo sviluppo di competenze professionali evolute e la sostenibilità del Ssn.
Farmacisti tra riforme e competenze professionali evolute
Come illustrato alla presentazione, seguita da remoto anche da FarmaciaVirtuale.it, l’edizione 2026 del congresso si inserisce in una fase di trasformazione della sanità in Italia, determinata dall’evoluzione demografica ed epidemiologica della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche, dall’innovazione scientifica e tecnologica e dalla necessità crescente di garantire sostenibilità, equità e prossimità nell’accesso alle cure.
Farmacisti coinvolti in prevenzione, presa in carico, appropriatezza
I farmacisti sono sempre più coinvolti nei processi di prevenzione, presa in carico dei pazienti, appropriatezza terapeutica e continuità assistenziale. L’acquisizione di ulteriori competenze e funzioni richiede alla professione di gestire il cambiamento in atto e di tradurre le opportunità derivanti dalle riforme sanitarie in modelli organizzativi efficaci e applicabili sul territorio nazionale. Le dinamiche interessano direttamente farmacisti titolari, farmacisti collaboratori e, più in generale, gli attori della sanità territoriale, chiamati a confrontarsi con l’evoluzione dei compiti professionali connessa ai processi in corso.
«Appuntamento importante per la nostra comunità»
Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ha spiegato che «la professione di farmacista evolve insieme alla società che cambia per dare risposte tempestive e sostenibili a bisogni di salute sempre più complessi. Investire sulle competenze significa dare forza a questa trasformazione e valorizzare il contributo dell’intera professione alla prevenzione, alla qualità e alla continuità dell’assistenza e a una presa in carico sempre più integrata con gli altri attori del sistema salute. In questo percorso, FarmacistaPiù rappresenta un appuntamento importante per la nostra comunità: due giornate con una faculty scientifica e professionale di altissimo profilo, per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, condividere esperienze e confrontarsi sul futuro della professione. Prossimità, formazione e patto intergenerazionale saranno alcuni dei temi portanti del Congresso, con un obiettivo preciso: valorizzare funzioni e competenze dei farmacisti nel Ssn, a tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini».
Passaggio dalla sperimentazione al consolidamento strutturale dei servizi
Secondo Marco Cossolo, presidente di Federfarma, «la farmacia di comunità sta vivendo una fase di passaggio dalla sperimentazione al consolidamento strutturale dei servizi, per offrire ai cittadini un’assistenza omogenea sul territorio e superare le differenze legate ai singoli contesti locali. Sono certo che questa XIII edizione di FarmacistaPiù costituirà, come sempre, una preziosa occasione di confronto su temi di grande importanza e attualità, per costruire insieme ai rappresentanti di istituzioni, professionisti sanitari, esponenti del mondo scientifico e dell’industria di settore un percorso evolutivo coerente della nostra professione».
Al farmacista responsabilità sempre più ampie
Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Francesco Cannavò, ha osservato che «la sanità sta attraversando una profonda trasformazione che affida al farmacista responsabilità sempre più ampie nella governance del farmaco, nella prevenzione, nella presa in carico, nell’appropriatezza terapeutica e nella continuità assistenziale», ha dichiarato , che aggiunge: «FarmacistaPiù 2026 nasce dalla convinzione che non sia più sufficiente accompagnare questo cambiamento: occorre contribuire a governarlo con competenza, responsabilità e visione, creando uno spazio nel quale partecipare, confrontarsi e contribuire alla costruzione di proposte concrete».
Format congressuale fortemente inclusivo e partecipativo
Come illustrato da d’Ambrosio Lettieri «abbiamo voluto un format congressuale fortemente inclusivo e partecipativo, capace di coinvolgere tutte le componenti della professione e, soprattutto, di far sentire protagonisti i farmacisti che ogni giorno operano nei diversi contesti del nostro Servizio Sanitario. In questa prospettiva assume particolare rilievo il coinvolgimento dei quadri dirigenti territoriali, chiamati a svolgere una fondamentale funzione di raccordo tra gli indirizzi e i provvedimenti definiti a livello nazionale e la loro concreta attuazione nei territori, dove occorre confrontarsi con differenti modelli organizzativi, bisogni e realtà assistenziali. La sfida non è soltanto acquisire nuove competenze, ma trasformarle in nuove responsabilità e in risposte concrete per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale. Il futuro della professione deve essere costruito insieme, valorizzando il contributo della base professionale e facendo delle esperienze dei territori un patrimonio comune».
«Confronto per una professione che sta vivendo una fase di profonda evoluzione»
Eugenio Leopardi, presidente Utifar, ha sottolineato che «FarmacistaPiù rappresenta un momento importante di confronto per una professione che sta vivendo una fase di profonda evoluzione. Al farmacista vengono oggi richieste competenze sempre più ampie e una capacità crescente di inserirsi nei percorsi di prevenzione, assistenza e presa in carico del cittadino. Come Utifar riteniamo che questa trasformazione debba essere accompagnata da una formazione continua, concreta e di qualità, capace non soltanto di trasferire nuove conoscenze, ma anche di aiutare i farmacisti a interpretare consapevolmente il proprio ruolo all’interno di una sanità sempre più vicina alle persone. Il valore di FarmacistaPiù sta proprio nella possibilità di mettere a confronto esperienze, competenze e visioni diverse, contribuendo a costruire insieme il futuro della professione».
«Mettere in relazione mondi che troppo spesso vengono considerati separatamente»
Per Maurizio Pace, presidente Enpaf, «la trasformazione della professione farmaceutica riguarda anche il modo in cui immaginiamo il futuro della categoria. Nuove competenze e nuove responsabilità devono poter trovare un sistema di formazione e di tutele adeguato all’evoluzione della professione. Per questo è importante mettere in relazione mondi che troppo spesso vengono considerati separatamente: formazione, associazioni professionali e previdenza. Enpaf intende contribuire a questo confronto insieme alle istituzioni, alle Università, agli Ordini e alle rappresentanze della categoria, perché solo attraverso una lettura condivisa dei cambiamenti è possibile costruire condizioni solide per le future generazioni di farmacisti».