Healthcare Policies & Regulations

Virus respiratori, l’Ecdc aggiorna la sorveglianza integrata

L’Ecdc ha pubblicato un documento con obiettivi e sistemi per monitorare influenza, Sars-Cov-2, e Vrs nell’Ue/See.


L’European centre for disease prevention and control (Ecdc) ha reso disponibile il 20 luglio 2026 la versione 1.0 del documento “Integrated respiratory virus surveillance guidance for the Eueea”, quadro operativo volto a orientare la sorveglianza dei virus respiratori nei Paesi membri. Il rapporto, coordinato da Nick Bundle e sviluppato con il contributo di esperti interni ed esterni, si inserisce nel quadro normativo del Regolamento (Ue) 2022/2371 e della Decisione di esecuzione (Ue) 2018/945, relativi ai requisiti per la sorveglianza coordinata, l’allerta precoce, e la risposta a livello unionale. Il documento ha aggiornato le precedenti indicazioni del 2022 elaborate con l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e si propone di supportare le autorità sanitarie nazionali e subnazionali nella progettazione e nel finanziamento dei sistemi di monitoraggio.

Monitoraggio delle caratteristiche epidemiologiche

La guida ha definito gli obiettivi generali per la sorveglianza integrata dei virus respiratori nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo. Il primo riguarda il monitoraggio delle caratteristiche epidemiologiche nel tempo, nello spazio e nella popolazione delle malattie respiratorie acute causate da virus influenzali, Sars-Cov-2, Vrs e altri patogeni. Il secondo obiettivo concerne l’osservazione dei cambiamenti virologici e delle proprietà dei virus circolanti ed emergenti. Il terzo è volto a valutare il carico di malattia e l’efficacia e l’impatto degli interventi, inclusi i programmi di immunizzazione. Per ciascun obiettivo, il documento ha individuato sotto-obiettivi specifici e requisiti informativi, base per la scelta dei sistemi di sorveglianza più adeguati.

Sistemi di sorveglianza “core”

La pubblicazione dell’Ecdc divide i sistemi di sorveglianza principali (core) da quelli supplementari. I primi, da considerare prioritari per il monitoraggio epidemiologico e la caratterizzazione virale di routine, includono la sorveglianza in cure primarie basata sulle definizioni di sindrome influenzale (Ili) e infezione respiratoria acuta (Ari), la sorveglianza ospedaliera fondata sulla definizione di infezione respiratoria acuta grave (Sari), la sorveglianza di laboratorio e quella basata sugli eventi. Enfasi è stata posta sui sistemi che integrano dati sindromici e virologici, in particolare con l’uso di test multiplex in grado di identificare simultaneamente diversi patogeni. La sorveglianza ospedaliera basata su Sari viene indicata come elemento centrale per comprendere la gravità e l’impatto delle infezioni, in quanto difficilmente sostituibile da altri sistemi.

Sistemi di sorveglianza supplementari

I sistemi supplementari, invece, forniscono informazioni aggiuntive su popolazioni e contesti non coperti dai sistemi core. Tra gli esempi citati, il monitoraggio della mortalità, la sorveglianza dei focolai in setting specifici come le strutture per lungodegenti, la sorveglianza delle acque reflue, e la sorveglianza partecipativa. A cui si aggiungono fonti di dati complementari, come i dati di copertura vaccinale, le indagini sulle resistenze all’immunizzazione, i dati di occupazione ospedaliera, e le vendite in farmacia. L’Ecdc ha precisato che la combinazione ottimale dei sistemi è dipende dal contesto nazionale e che è necessario l’aggiornamento periodico della configurazione, tenendo conto delle innovazioni tecnologiche, in particolare nell’ambito dei dati sanitari elettronici e dell’intelligenza artificiale.

Necessità di sorveglianza continua e di qualità dei dati

Un aspetto del documento ha riguardato la necessità di mantenere la sorveglianza dei virus respiratori attiva per tutto l’anno, e non solo durante la stagione invernale. L’Ecdc ha osservato che Sars-Cov-2 non ha assunto un andamento stagionale stabile e che epidemie di Vrs e virus influenzali possono verificarsi anche fuori dal periodo tradizionale. La raccolta di dati consistenti su base annuale, si legge nel rapporto, è fondamentale per la definizione di soglie epidemiche, l’analisi delle tendenze e la rilevazione precoce di segnali anomali. Se le risorse sono limitate, l’Ecdc ha suggerito di garantire comunque un livello minimo di sorveglianza che permetta la rilevazione, la valutazione, e la comunicazione di segnali epidemiologici e virologici, con la possibilità di tornare al regime intensificato in caso di necessità.

Qualità e prontezza dei sistemi di sorveglianza

Il documento ha esaminato anche le modalità per garantire qualità e prontezza dei sistemi di sorveglianza, con un processo ciclico che preveda monitoraggio di routine delle performance, valutazioni periodiche approfondite, pianificazione della preparazione, e collaborazione tra paesi. La guida, frutto del lavoro di un gruppo di esperti della Rete europea per i virus respiratori (Ervi-Net), è destinata principalmente alle autorità sanitarie pubbliche e agli esperti responsabili della progettazione e del coordinamento della sorveglianza. Moduli aggiuntivi, previsti per la seconda metà del 2026, approfondiranno temi come il dimensionamento ottimale della sorveglianza genomica ed epidemiologica e l’uso di soglie per l’interpretazione dei dati. Si rimanda alla guida nella sezione “Documenti allegati”.

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