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Farmaceutica: Lombardia, Lazio e Toscana guidano il settore

L’analisi territoriale diffusa all’assemblea di Farmindustria ha messo in luce il peso economico e occupazionale del comparto: investimenti significativi in ricerca e sviluppo.


Il settore farmaceutico italiano è uno dei pilastri dell’economia nazionale, con distribuzione territoriale che vede alcune regioni avere un ruolo trainante in termini di occupazione, export, e investimenti in ricerca e sviluppo. Secondo i dati diffusi da Farmindustria, in occasione dell’assemblea annuale tenuta a Roma il 23 giugno 2026, la Lombardia si posiziona come la prima regione farmaceutica del Paese, con oltre 27mila occupati diretti, ai quali si aggiungono circa 32mila lavoratori nell’indotto. La regione brilla anche a livello europeo, con un export pari a 11,9 miliardi di euro e investimenti in ricerca e sviluppo per 670 milioni di euro. Subito dopo, il Lazio si colloca al secondo posto per numero di addetti, con 12.800 occupati diretti e 15.200 nell’indotto. L’export farmaceutico laziale raggiunge i 18 miliardi di euro, una cifra pari al 54% del totale manifatturiero regionale, mentre gli investimenti in ricerca e sviluppo ammontano a circa 400 milioni di euro.

Toscana primeggia per export, Emilia-Romagna per investimenti in ricerca e sviluppo

La Toscana è la terza regione per numero di addetti, con oltre 7mila occupati diretti e 8.400 nell’indotto. Il dato più rilevante riguarda l’export, che tocca i 22,2 miliardi di euro, posizionando il farmaceutico come primo settore manifatturiero regionale. Gli investimenti in ricerca e sviluppo in Toscana ammontano a 350 milioni di euro. Il Veneto conta 6mila occupati diretti e 7.200 nell’indotto, con un export superiore a 1 miliardo di euro, pari al 40% dell’export hi-tech regionale, e investimenti in ricerca e sviluppo per 50 milioni di euro. L’Emilia-Romagna, pur con 4.900 addetti diretti e 5.800 nell’indotto, si distingue per essere la prima regione italiana per investimenti in ricerca e sviluppo, con un totale di 780 milioni di euro. L’export emiliano-romagnolo nel settore farmaceutico è pari a 2,1 miliardi di euro.

Marche e Mezzogiorno: specializzazione e peso produttivo

Nelle Marche, il settore farmaceutico conta 2.200 addetti diretti e circa 2.600 nell’indotto. Con un export di 1,5 miliardi di euro, è il secondo settore della manifattura regionale per valore delle esportazioni nel 2025. Un capitolo a parte riguarda la specializzazione nel Mezzogiorno, che comprende Abruzzo, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Nelle regioni, le imprese farmaceutiche impiegano complessivamente 6.400 addetti diretti e 7.600 nell’indotto. L’export totale dell’area raggiunge gli 11 miliardi di euro, di cui 8 miliardi provenienti dalla sola Campania. Gli investimenti in ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno ammontano a 162 milioni di euro, a testimonianza di una presenza produttiva e innovativa anche al di fuori delle tradizionali aree del Nord Italia.

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