Farmacie rurali, il modello di prossimità per la sanità territoriale
Le direttrici per il rilancio della farmacia di servizi nelle aree interne discusse nel convegno Sunifar a Roma il 9 giugno 2026.
«Prossimità, equità e futuro»: sono le tre parole che, per il presidente di Federfarma-Sunifar, Gianni Petrosillo, debbono animare il dibattito attorno ai temi che interessano la sanità di prossimità, auspicabile per il tramite del modello di «farmacia di servizi», nelle aree rurali del nostro Paese. Se ne è discusso nel corso del convegno dal titolo «Aree rurali e sanità di prossimità: il ruolo delle farmacie rurali tra invecchiamento e desertificazione sanitaria» promosso dal Sunifar il 9 Giugno 2026 a Roma, a cui era presente anche FarmaciaVirtuale.it.
Sanità deve tornare vicina alle persone
«Prossimità», ha precisato Petrosillo, perché «la sanità deve tornare vicina alle persone», «equità» perché «nessun cittadino, a prescindere dal luogo in cui vive, deve sentirsi di serie B» e «futuro» perché «le farmacie di servizi possono favorire un modello territoriale più moderno, integrato e umano». Del resto, come ha spiegato il presidente, l’iniziativa poteva anche essere denominata «non solo Pnrr», visto che il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato «una manna per le farmacie rurali», perché ha permesso ai farmacisti di investire nella propria impresa.
Farmacia come presidio sanitario riconosciuto
Molti i consiglieri di Sunifar presenti tra i relatori della giornata, in virtù del «lavoro di squadra», ha sottolineato, svolto per giungere agli obiettivi prefissati. Tra questi, far divenire le farmacie non più, soltanto, uno storico presidio di dispensazione dei farmaci, ma, «come è stato possibile grazie alla Legge di Bilancio 2026», ricorda il presidente, un presidio sanitario riconosciuto, con un grande passo avanti dal punto di vista normativo. «Non si parla più» – fa notare – «di sperimentazione della farmacia di servizi, ma di stabilizzazione, si parla inoltre di un finanziamento di 50 milioni di euro e di prestazioni sanitarie in regime convenzionato con il Ssn».
Cresce l’importanza delle farmacie rurali
Nei saluti istituzionali, Andrea Mandelli, presidente Fofi, ha messo in luce come il ruolo delle farmacie rurali stia divenendo sempre più importante, grazie anche all’impegno di Sunifar, Federfarma e Fofi, volto a «valorizzare questo importantissimo presidio con fatti concreti». Tra questi, «il lavoro svolto con l’ex Ministro Fitto», l’impegno per «far sì che le dotazioni economiche fossero sempre, via via, allargate, affinché ogni cittadino italiano si senta libero di scegliere dove vivere, potendo approfittare degli stessi servizi». Il ruolo delle farmacie è strategico in questo senso, per Mandelli, anche per contribuire ad abbattere le liste d’attesa. Il presidente Fofi ha ricordato poi l’importanza del «Manuale operativo per l’erogazione dei servizi sanitari in farmacia», recentemente presentato, «per organizzare un servizio come quello derivante dalle legislazioni approvate dal Parlamento italiano».
Prossimità e aderenza al contesto prescrittivo
La professione del farmacista, che, come fa comprendere sempre Mandelli, deve essere svolta con prossimità e aderenza al contesto prescrittivo dell’Ordine professionale, è una vera vocazione, che non conosce fine settimana e che, per questo, non risulta particolarmente attraente alle nuove generazioni di farmacisti. È dunque proprio nelle «aree interne» che questa vocazione acquisisce una valore aggiunto, in ragione dell’aumento del peso degli over 65 sul totale della popolazione, segnalato dalla relazione di Roberta Crialesi, Dirigente del Servizio Sistema integrato salute, assistenza e previdenza, Istat. «Il declino demografico e l’invecchiamento sono più intensi nelle aree interne del Paese», ha documentato con apposite carte tematiche, con un aumento della morbidità e della comorbidità. In queste aree, concentrate soprattutto lungo la dorsale appenninica, si accentuerà il futuro spopolamento, con una riduzione a scapito della componente giovanile e adulta. È a queste latitudini che si afferma, come illustrato da Crialesi, una più alta incidenza di «mortalità evitabile», ovvero del numero dei decessi che si possono evitare con diagnosi precoci e con cure tempestive.
Alleanza tra professionista medico e farmacista
Sul tema, così come sugli altri spunti della giornata, hanno discusso Fiorenzo Corti, Vice segretario nazionale Fimmg, che ha evidenziato l’importanza di «un’alleanza tra professionista medico e farmacista», oltre che con i sindaci «per l’integrazione con i servizi sociali», Anna Lisa Mandorino, segretaria generale Cittadinanzattiva, la quale ha proposto «una inversione dello sguardo» per guardare alle carenze dei servizi nelle aree della desertificazione sanitaria «come opportunità e speranza per poterli ripensare e ridisegnare», e Daniele Dani, vicepresidente Federfarma Sunifar, che ha illustrato il concetto di prossimità, valido per ogni farmacia, perché «le farmacie apportano sicurezza e coesione sociale».
Rete di prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria
Savina Nodari, docente di cardiologia dell’Università di Brescia, ha chiarito come il rapporto con Federfarma possa creare una rete di prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria, illustrando i risultati raggiunti dal progetto che ha visto coinvolta l’Università, e come la telemedicina possa rappresentare «uno strumento che supera le barriere geografiche e temporali». Significativa, in questo senso, l’esperienza della Ussl 7 Pedemontana della Regione Veneto, illustrata da Lucia Monaco, titolare di una farmacia rurale a Giavenale di Schio, in provincia di Vicenza. Il progetto di Televisita, da lei presentato, parla di vantaggi notevoli per i cittadini, grazie a collegamenti dalla farmacia a medici in grado di diagnosticare e prescrivere rapidamente le terapie più opportune, con evidenti ricadute in ambito socio-economico.
Sinergia tra farmacie, ospedali del territorio e associazioni dei malati
Per Claudia Pietropoli, componente rurale del Consiglio di presidenza Federfarma, occorre «creare una sinergia tra farmacie, ospedali del territorio e associazioni dei malati». Secondo Giovanni Baglio, direttore Uoc Ricerca Agenas, in un momento strico come questo, tradurre i bisogni in domanda espressa di salute nei luoghi in cui sono i servizi ad essere difficili da raggiungere, non le persone, significa ridefinire i contorni ed i significati semantici del concetto di «prossimità», per una ricostruzione del territorio che tenga conto delle determinanti sociali di salute. Renato Usai, segretario Federfarma Sunifar, ha avuto incarichi amministrativi sul territorio utili per evidenziare, in chiusura, la difficoltà di un cambio di paradigma che possa condurre ad un’allocazione sempre maggiore di risorse in ambito sanitario.
Lorenza Ceccarini