Cosmetics & Nutraceuticals Industry

Integratori & Salute, Scarpa: «Servono regole autonome, fondate, proporzionate al rischio reale»

All’assemblea 2026 di Integratori & Salute si è parlato di armonizzazione normativa, consumi europei, omnicanalità, e ruolo di medico e farmacista. Il resoconto della giornata.


Si è svolta a Milano l’Assemblea annuale 2026 di Integratori & Salute, realtà nazionale più rappresentativa del comparto degli integratori alimentari, a cui era presente anche FarmaciaVirtuale.it. Con 200 aziende nazionali e multinazionali sul territorio italiano, è parte di Unione Italiana Food, aderente al sistema Confindustria. La Camera di Commercio Svizzera in Italia ha ospitato l’atteso appuntamento «Integratori: leggere il contesto per orientare la strategia del settore». Nel 2025 l’andamento di questo mercato ha raggiunto i 24 miliardi di euro, con un +10% rispetto al precedente anno. L’incontro meneghino ha quindi permesso di fare il punto sui principali trend che interessano il mercato degli integratori in Europa, mostrando alle aziende associate uno sguardo completo e sistemico sulle sfide del comparto: l’evoluzione dei consumi, i nuovi modelli di ingaggio, l’omnicanalità, l’innovazione e trasformazione del consumer health. La sessione pubblica dell’Assemblea (che ha fatto seguito a quella privata) ha proposto un approfondimento sullo “stato dell’arte regolatoria” in Europa, con European federation of associations of health products manufacturers (Ehpm), nella persona del direttore Livia Menichetti, cui ha fatto seguito la presentazione dei dati economici (trend di consumo) relativi al settore a livello europeo, con Iqvia Italia rappresentata da Gilda Sala, Principal & Consulting Lead Consumer Health Iqvia.

Integratori sono entrati nella vita di tutti

Ad aprire la sessione è stato il presidente Integratori & Salute Germano Scarpa, che ha rimarcato il peso di un termine poi ritornato anche negli interventi successivi: armonizzazione. Se la frammentazione che caratterizza il presente nuoce all’innovazione e alle aziende che vogliono investire in alta qualità (come le italiane), è evidente «l’importanza di un’armonizzazione europea delle normative in materia di integratori». Oggi gli integratori sono entrati nella vita di tutti. «Più di 8 cittadini su 10 ne fanno uso, ma nonostante questo il quadro normativo continua a trattare il comparto come fosse un’appendice del settore alimentare. E qui nasce il problema. Noi chiediamo una normativa moderna, coerente, proporzionata, distinta sia da quella alimentare sia da quella del farmaco. Per troppo tempo il nostro settore è rimasto schiacciato tra due modelli che non ci appartengono. Siamo ancora prigionieri dentro una legislazione che ha 40 anni».

«Servono regole autonome, fondate, proporzionate al rischio reale»

Applicare al mondo degli integratori regole concepite per gli alimenti convenzionali «significa ignorarne la specificità scientifica, tecnologica, produttiva, ma sarebbe altrettanto sbagliato – ha messo in luce Scarpa – assimilare gli integratori ai farmaci, che curano gli ammalati. Il nostro settore non può più vivere in questa terra di nessuno: servono regole autonome, fondate, proporzionate al rischio reale dell’utilizzo dei nutrienti e, soprattutto, armonizzate a livello europeo. È chiaro: noi non possiamo fare la melatonina in Italia 1 mg, in Francia 2 mg e poi in Germania non sappiamo come farla. Le troppe interpretazioni diverse tra gli Stati membri (procedure non uniformi, liste diverse di ingredienti ammessi, tempi e approcci regolatori che cambiano da Stato a Stato) creano incertezza, rallentano gli investimenti delle imprese, frenano l’innovazione e ci indeboliscono rispetto a chi sta dall’altra parte dell’oceano».

No a scorciatoie normative, ma norma dedicata

Il compito che Integratori & Salute si è dato come realtà nazionale preminente è quello di aprire una nuova fase, che porti a riconoscere gli integratori come una categoria specifica. «Non chiediamo scorciatoie ma una normativa dedicata, certezza del diritto e armonizzazione europea, criteri scientifici condivisi. Tra l’altro la regolamentazione confusa produce meno accesso a prodotti di qualità e ricade quindi sui consumatori. Oggi il cittadino cerca longevità attiva, il che ha molta importanza etica: noi perciò abbiamo la possibilità di costruire un modello europeo avanzato, che superi la visione novecentesca riconoscendo il valore della nutraceutica».

«Va rivisto tutto il sistema regolatorio che ruota attorno agli integratori»

Scarpa ha approfondito il suo punto di vista con FarmaciaVirtuale.it: «Sappiamo, abbiamo capito negli anni, che i nutrienti hanno un effetto sul nostro metabolismo e, se assunti in modo costante e con dosaggio determinato, possono dare beneficio a ognuno di noi: tutto ciò però dev’essere normato. Le imprese devono poter effettuare una ricerca che non può avere i canoni del mondo farmaceutico. Il farmacista con grande capacità consiglia a ogni paziente gli integratori che il mercato mette a disposizione: il problema vero è che l’industria potrebbe fare molto di più, ma oggi non ha in Europa la possibilità di prendersi quello che si chiama rischio d’impresa nel poter effettuare ricerche e attribuire a dei nutrienti, a dosaggi specifici, dei claims salutistici. Va rivisto tutto il sistema regolatorio che ruota attorno agli integratori. Ci vuole armonizzazione: l’Europa non può avere in 20 Stati regole diverse sui nutrienti, è inaccettabile, ed è un problema di cui solo l’industria può farsi carico nelle dovute sedi. Soltanto le imprese possono essere alla guida di questa svolta».

Tutela del consumatore parallela a ricerca e sviluppo

La risposta della politica si è fatta sentire durante l’Assemblea. Terminato il discorso di Scarpa, Federico Riboldi, assessore alla Sanità Regione Piemonte, in collegamento, ha sollecitato Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare Regione Lombardia, a lavorare insieme creando una connessione per dare un primo riscontro alle richieste dell’industria che si occupa di integratori. «Uno spunto immediatamente colto – ha detto Monti presente in platea – per cominciare un percorso insieme all’interno della Conferenza delle Regioni». Come direttore generale della principale associazione europea di categoria che rappresenta il settore degli integratori alimentari, Ehpm, Menichetti ha sottolineato come la tutela del consumatore debba correre parallela a ricerca e sviluppo, guardando all’innovazione. Per garantire la sicurezza dei prodotti e standard di qualità elevati, ogni azienda deve operare in modo conforme nel perimetro del quadro normativo europeo, cercando un «approccio proporzionato, scientificamente fondato e basato sull’evidenza». È necessario, secondo Menichetti, mantenere rapporti attivi e vivi con i membri del Parlamento europeo, è importante fare rete per dare dati, condividerli, allo scopo di «difendere il settore». Legislazione europea e sviluppo di settore per ora «non si tengono purtroppo per mano». Iqvia ha svolto la propria indagine presentata durante l’Assemblea mappando, a seconda del Paese: farmacie, parafarmacie, catene di farmacie e networks, trade organizzato, e-pharmacies (esclude Amazon). Le tipologie più vendute a livello europeo sono gli integratori vitaminici e minerali (34,5% del valore), seguiti dagli integratori per l’apparato gastro-intestinale (19,2%). La voce beauty sta crescendo, con un trend del +13%: «Il mercato si sta spostando verso categorie che rispondono a bisogni specifici.

Online cresce più dell’offline

Aumentano le fasce senior della popolazione, quindi la richiesta di soluzioni mirate e personalizzate (dolore, urinario, circolazione), mentre le nuove generazioni guardano alla prevenzione. Nel 2025 è emerso come i consumatori optino per l’e-commerce, si è registrata la crescita della private label, l’omnicanalità è il nuovo comportamento dei consumatori. L’online cresce più dell’offline. È emerso come la vera innovazione sia quella che legge i bisogni dei consumatori e che quindi crea volumi. «Il mercato premia chi ha un ruolo riconoscibile – ha evidenziato Gilda Sala –. Medico e farmacista influenzano in modo determinante le scelte del consumatore nelle categorie a guida Health Care Professional (apparato urinario, salute femminile, probiotici, stress sonno)».

«Investimento in sanità sia una risorsa»

La tavola rotonda conclusiva – moderata da Cinzia Menchise, direttore di Integratori & Salute – ha messo in relazione regole, mercato e scienza, per provare a definire «L’Integratore di domani» e capire insieme «come orientarsi». Menichetti e Sala sono state affiancate nel dialogo da Carlo Ranaudo, docente dell’Università di Napoli Federico II, e da Arrigo Cicero, presidente della Società di Nutraceutica (Sinut). Mentre Cicero ha sottolineato che produrre dati scientifici ha senso per contrastare la rigidità del sistema regolatorio, Ranaudo ha ricordato come l’investimento in sanità sia una risorsa: «Il malato cronico costa, bisogna fare in modo che le persone si ammalino meno. I tagli alla sanità in realtà aumentano la spesa. Ecco perché dobbiamo considerare la spesa sanitaria come un investimento strategico fondato su prevenzione, innovazione, valutazione dei risultati reali. Uno scenario in cui la nutraceutica scientificamente validata può svolgere un ruolo centrale nella prevenzione primaria e nella longevità attiva». L’Assemblea si è dimostrata un momento chiave per il comparto, espressione della mission di Integratori & Salute, ossia «contribuire alla crescita della conoscenza, del corretto utilizzo e della qualità dell’integratore alimentare».

Alessandra Stoppini

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