Dolore acuto: 8 italiani su 10 colpiti, Dms in aumento
Il 71,5% delle denunce di malattie professionali riguarda patologie muscoloscheletriche. Ruolo chiave del farmacista nell’appropriatezza terapeutica.
I dati dell’Osservatorio Yougov hanno mostrato che otto persone su dieci hanno sperimentato almeno un episodio doloroso nel corso dell’ultimo anno, con manifestazioni che vedono disturbi muscoloscheletrici, dolore dentale, dismenorrea, cefalea, e algie associate a patologie respiratorie stagionali. I disturbi muscoloscheletrici (Dms) sono una delle cause più ricorrenti di dolore nella popolazione adulta. I disturbi muscoloscheletrici colpiscono artigiani, operatori sanitari, addetti alla logistica, impiegati e persone che trascorrono molte ore al computer, anche in smart working.
Dms: in Italia costi superiori a 4 miliardi di euro
Secondo il Global Health Inclusivity Index, studio condotto dall’Economist Impact con il contributo del gruppo Haleon, i Dms generano ogni anno in Italia costi superiori a 4 miliardi di euro, considerando spesa sanitaria pubblica e privata, perdita di produttività, assenze, turnover e pensionamenti anticipati. Investire in prevenzione consentirebbe un risparmio annuo di oltre 1,72 miliardi di euro nel solo Paese. L’aumento dell’incidenza del dolore acuto e il crescente ricorso all’automedicazione rendono centrale il tema dell’appropriatezza terapeutica. In Italia il consumo di Fans è molto diffuso ed è spesso la prima risposta al dolore: tra il 2019 e il 2024 il segmento degli analgesici orali ha registrato una crescita di 3 milioni di unità vendute.
Le molecole con maggiore selettività
L’innovazione in farmacologia ha messo a disposizione molecole che permettono un approccio più selettivo, con profili ottimizzati e una risposta analgesica rapida, tra cui il dexibuprofene, enantiomero S (+) farmacologicamente attivo dell’ibuprofene, responsabile dell’effetto analgesico e antinfiammatorio. La disponibilità della sola componente attiva consente di ottenere efficacia terapeutica con dosi inferiori rispetto alla miscela racemica, un metabolismo meno complesso e l’assenza della necessità di conversione metabolica dell’enantiomero inattivo. Dati clinici in ambito odontoiatrico e nel trattamento della dismenorrea primaria mostrano un’insorgenza relativamente rapida dell’effetto analgesico, con sollievo già entro la prima mezz’ora dall’assunzione.
Ambito con bisogno insoddisfatto
Antonio Limitone, Medical Affairs Lead Southern Europe Haleon, ha spiegato che «la gestione del dolore rappresenta un ambito dove esiste ancora oggi un bisogno insoddisfatto molto significativo: milioni di persone convivono con episodi di dolore acuto che impattano sulla qualità della vita, sulla produttività e sulle relazioni sociali. Come Haleon, abbiamo una lunga esperienza nel campo del sollievo dal dolore e continuiamo a investire per rendere accessibili ai cittadini soluzioni sempre più mirate, basate su evidenze solide e su un uso consapevole dei farmaci. Il farmaco antinfiammatorio lanciato di recente, è un esempio concreto del nostro impegno nel supportare la gestione del dolore, con un approccio che tiene insieme efficacia, sicurezza e attenzione alle esigenze reali delle persone».