Clinical Trials & Research

Mogamulizumab, i dati di sopravvivenza nel linfoma cutaneo a cellule T

Uno studio ha fornito il quadro dell’associazione tra trattamento con mogamulizumab e sopravvivenza globale in micosi fungoide e sindrome di Sézary nel linfoma cutaneo a cellule T.


Kyowa Kirin e l’University Hospitals Birmingham Nhs Foundation Trust hanno diffuso i risultati preliminari di un’ulteriore analisi condotta nell’ambito del registro Prognostic cutaneous lymphoma international prognostic index study (Proclipi), uno dei più estesi studi osservazionali prospettici mai realizzati sul linfoma cutaneo a cellule T (Ctcl). Il registro coinvolge 52 centri dislocati in 19 Paesi e raccoglie dati di pratica clinica reale finalizzati allo sviluppo di indici prognostici per le due principali varianti della patologia: la micosi fungoide (Mf) e la sindrome di Sézary (Ss). L’analisi, presentata in occasione del congresso Eortc 2025, ha preso in esame un campione di oltre 300 pazienti arruolati tra il 2015 e il 2024 e ha osservato un beneficio in termini di sopravvivenza globale nei soggetti affetti da forme avanzate di Mf e Ss trattati con mogamulizumab.

I dati emersi dall’analisi su oltre 300 pazienti

I risultati ottenuti in condizioni di pratica clinica real world hanno mostrato una relazione tra la somministrazione di mogamulizumab e un miglioramento della sopravvivenza globale nei pazienti con micosi fungoide avanzata e sindrome di Sézary. È stata registrata una differenza numerica a favore del farmaco: la sopravvivenza globale mediana è risultata pari a 61 mesi nei pazienti trattati con mogamulizumab, rispetto ai 36 mesi osservati in quelli che avevano ricevuto brentuximab vedotin. Anche il tasso di risposta obiettiva si è attestato al 69% per il primo gruppo, contro il 48% del secondo, con un follow-up mediano di 59 mesi. Gli autori dello studio hanno tuttavia rimarcato la necessità di un’interpretazione prudente dei dati, a causa delle differenze nello stadio di malattia al momento dell’inizio del trattamento e della natura real‑world dell’analisi.

Thornton: «Sopravvivenza non è solo una questione di numeri su un grafico»

Susan Thornton, Direttrice Esecutiva della Cutaneous Lymphoma Foundation, ha sottolineato che «per la comunità dei pazienti con Ctcl, di cui facciamo parte, la sopravvivenza non è solo una questione di numeri su un grafico. Significa poter trascorrere più tempo con le proprie famiglie, pianificare il futuro e vivere la vita con dignità. Studi come Proclipi sono fondamentali perché riflettono esperienze di vita reali che possono contribuire a migliorare l’assistenza ai pazienti».

Kronfeld: «Valore delle reti internazionali nella ricerca sulle malattie rare»

Secondo Nick Kronfeld, Head of Medical Affairs, Kyowa Kirin International, «queste osservazioni sul miglioramento della sopravvivenza globale nei pazienti con Ctcl rappresentano un importante passo avanti e rafforzano il valore delle reti internazionali nella ricerca sulle malattie rare. Attraverso la collaborazione tra la comunità scientifica e i pazienti, possiamo comprendere meglio i risultati del mondo reale e creare valore per i pazienti e le loro famiglie, sia oggi che nel lungo termine».

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