Pharma

Pubblicità dei medicinali in Italia, il report Aifa 2025

È disponibile online il Rapporto 2025 dell’Agenzia italiana del farmaco sulla pubblicità dei medicinali in Italia.


L’ufficio Informazione sui medicinali e vigilanza sulla pubblicità dell’Aifa ha pubblicato il rapporto annuale relativo all’attività di sorveglianza sulla pubblicità dei medicinali destinata agli operatori sanitari, riferito all’anno 2025. Il documento restituisce il quadro complessivo del sistema di controllo basato sul deposito dei materiali promozionali con il portale Front end Aifa e il servizio online “Ims Informatori Scientifici”.

Pratiche depositate nel 2025

Nel corso del 2025 sono state depositate 15.294 pratiche, con una media mensile di circa 1.200 protocolli. Il dato ha mostrato aumento, seppur contenuto, rispetto alle 13.438 unità registrate nell’anno precedente. La distribuzione temporale ha indicato un picco massimo a ottobre, con 1.605 pratiche, e un valore minimo ad agosto, con 369 depositi. L’intero volume delle pratiche è stato sottoposto alla procedura di Verifica formale amministrativa, con un tempo medio di lavorazione di 1,5 giorni, assicurato da tre unità operative. L’analisi della tipologia dei soggetti depositanti conferma la prevalenza del ruolo di Rappresentante Locale del titolare Aic, con 8.853 pratiche, seguito dai titolari di Aic (4.184), dai concessionari di vendita (2mila) e dai co-promoter (256).

Concentrazione dei flussi e aree terapeutiche prevalenti

Quanto alla concentrazione dei flussi di deposito, circa il 41% dei materiali promozionali risulta riconducibile a un insieme di 20 aziende. Le prime dieci società per volume di depositi contribuiscono da sole a circa il 27% dei materiali presentati. L’analisi ha evidenziato che sono state pubblicizzate 5.853 confezioni di medicinali, per un totale di 1.983 prodotti, oltre a 67 medicinali omeopatici. Per quanto riguarda la classificazione anatomica, i gruppi terapeutici più rappresentati sono i farmaci antineoplastici e immunomodulatori (13%), i medicinali per il sistema nervoso e quelli per il sistema cardiovascolare (entrambi al 12%), seguiti dai prodotti per l’apparato gastrointestinale e metabolismo (11%) e dagli antimicrobici per uso sistemico (9%). Rispetto al 2024, non è emersa la predominanza marcata di un singolo gruppo, ma si è osservata sostanziale uniformità nella distribuzione tra le diverse categorie.

Ruolo crescente del digitale e criticità nella classificazione

L’analisi delle caratteristiche dei materiali promozionali ha confermato la tendenza già rilevata nell’anno precedente: il formato digitale mantiene netta predominanza, con quota di utilizzo intorno al 60%. Tra i canali di divulgazione, l’attività dell’informatore scientifico è circa la metà dei materiali depositati, distribuiti sia tramite supporti cartacei (21%) sia in formato digitale (19%). Il canale web costituisce il 35% delle modalità di diffusione complessive, nell’ambito, oltre il 26% dei materiali è stato trasmesso mediante posta elettronica. Peso significativo della quota destinata ai contesti congressuali, pari al 20%. Restano marginali, con valori inferiori all’1%, le comunicazioni veicolate tramite posta ordinaria, stampa specializzata e contatti telefonici. Tra le tipologie più impiegate l’e-mail (24%), le brochure e gli opuscoli (19%), l’e-detailing (8%), i pannelli congressuali (8%), e i gadget (7%).

Irregolarità e provvedimenti: il 5,7% delle pratiche con esito negativo

Il dato centrale del rapporto ha riguardato l’esito delle verifiche: il 28% delle pratiche presentava irregolarità, una percentuale sostanzialmente analoga a quella registrata nel 2024 (28,5%). Il valore ha compreso le pratiche per le quali l’Ufficio ha richiesto un’integrazione a seguito di irregolarità formali o amministrative (22,5%), i depositi conclusi con esito negativo, sia in prima istanza sia dopo integrazioni inadeguate (5,7%), e i casi di materiale informativo dichiarato non conforme (0,1%). Tra le deviazioni più frequenti riscontrate in sede di Verifica formale amministrativa il mancato rispetto delle disposizioni sull’apposizione della data di deposito, l’errato o mancante inserimento del materiale promozionale nella scheda di deposito, e la mancata evidenza della conformità del materiale al Riassunto delle caratteristiche del prodotto.

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