Sanofi, primo trimestre 2026: vendite a +13,6% e utile per azione in rialzo
Sanofi ha confermato la guidance per l’avvio del 2026, trainata dai lanci e dal contributo dell’immunologia con Dupixent.
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Il gruppo Sanofi ha chiuso il primo trimestre del 2026 con una crescita a doppia cifra delle vendite e dell’utile netto per azione, a conferma delle previsioni per l’esercizio. Tra gennaio e marzo, le vendite nette hanno raggiunto 10.509 milioni di euro, segnando un incremento del 13,6% a tassi di cambio costanti (Cer) rispetto allo stesso trimestre del 2025. L’utile netto per azione (Eps) si è attestato a 1,88 euro, in aumento del 14,0% a cambi costanti. Il dato Ifrs dell’utile netto per azione è stato invece pari a 1,34 euro, in calo dell’11,8% rispetto all’anno precedente. La performance è stata trainata in particolare dal comparto dei lanci farmaceutici, le cui vendite sono cresciute del 49,6% raggiungendo 1.171 milioni di euro. Tra i prodotti che hanno maggiormente contribuito al risultato avapritinib, per la mastocitosi sistemica, Altuviiio, terapia per l’emofilia A, e isatuximab, anticorpo monoclonale per il mieloma multiplo. Le vendite di Dupixent, farmaco di punta nel campo dell’immunologia, sono aumentate del 30,8% attestandosi a 4.170 milioni di euro, confermando un avvio solido dell’anno. Per quanto riguarda i vaccini, il segmento ha registrato un incremento del 2,1%, con fatturato complessivo di 1.293 milioni di euro, sostenuto principalmente dall’antigene di superficie dell’epatite B (Hbsag) recentemente acquisito.
Pipeline e investimenti in R&D
Dal punto di vista degli investimenti in ricerca e sviluppo, le spese sostenute nel trimestre ammontano a 1.747 milioni di euro, in aumento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le spese generali, amministrative e di vendita (Sg&A) sono cresciute dell’11,6% a 2.327 milioni di euro, un dato influenzato principalmente dall’impatto delle recenti acquisizioni, tra cui quella di Dynavax completata a febbraio. Sul fronte della pipeline, Sanofi ha ottenuto cinque approvazioni regolatorie, tutte nell’area dell’immunologia, e ha registrato risultati positivi da studi clinici di Fase 3 per venglustat nella malattia rara GD3 (malattia di Gaucher di tipo 3) e di fase 2 per lunsekimig nelle patologie respiratorie. Sono state inoltre accettate due domande regolatorie e avviato uno studio di Fase 3, mentre quattro designazioni regolatorie (tra cui farmaco orfano e revisioni prioritarie) sono state ottenute. Per quanto concerne l’allocazione del capitale, la società ha completato l’acquisizione di Dynavax e ha portato a termine un riacquisto di azioni proprie per 921 milioni di euro, nell’ambito di un programma complessivo da 1 miliardo di euro.
Guidance e interesse per l’arrivo di Belén Garijo come Ceo
Olivier Charmeil, interim Chief executive officer, ha commentato i risultati raggiunti: «Abbiamo registrato un avvio solido del 2026, con una crescita a doppia cifra delle vendite e dell’utile netto per azione. Le vendite sono aumentate del 13,6%, sostenute dai lanci Pharma e dalle recenti acquisizioni. Le vendite di dupilumab hanno superato nuovamente la soglia dei 4 miliardi di euro nel trimestre, con una crescita del 30,8%. L’utile netto per azione è cresciuto del 14,0%, riflettendo un aumento contenuto del 7,0% delle spese operative complessive. Abbiamo ottenuto cinque approvazioni regolatorie, tutte in immunologia, conseguito risultati positivi di uno studio di Fase 3 per venglustat nelle malattie rare e riportato dati incoraggianti di fase 2 per lunsekimig nelle patologie respiratorie. Confermiamo la guidance per il 2026: prevediamo che le vendite crescano di una percentuale a una cifra di fascia alta e che l’utile netto per azione cresca leggermente più velocemente delle vendite, garantendo una crescita profittevole. Guardiamo inoltre con interesse all’arrivo di Belén Garijo come nuovo Ceo di Sanofi a partire dal prossimo mese».