farmacista preparatore«La nuova tariffa nazionale? È un fatto positivo nel suo complesso, ma non sempre le preparazioni saranno remunerate meglio». È composito il giudizio di Marco Ternelli, titolare di una farmacia galenica a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, sull’approvazione della nuova tariffa nazionale, che non si limita più ad indicare il prezzo delle sostanze ma consente ai farmacisti di essere remunerati anche per il lavoro effettuato. «Il giudizio che mi sento di dare, in generale, è positivo – spiega il farmacista -. Si aumentano gli onorari, si inseriscono le operazioni tecnologiche… Quello che però mi domando è cosa ne sarà in futuro. Nel senso che ad oggi può andare bene, ma cosa accadrà se, come successo in passato, la tariffa non dovesse essere aggiornata per parecchio tempo? Occorre sottolineare infatti che verrà a mancare quello che per 25 anni ha salvato la galenica, ovvero il raddoppio del prezzo di acquisto della materia prima. Se la tariffa non verrà aggiornata secondo quanto disposto dalla legge, un domani ci potremmo trovare in difficoltà». Inoltre, particolari problemi potrebbero sorgere per quanto riguarda le sostanze più care: «In termini di remunerazione del lavoro di allestimento, il farmacista ottiene lo stesso guadagno, indipendentemente dal prezzo della sostanza utilizzata. Essa può costare 10 euro o 1.000 euro: la remunerazione non cambia. Ma è chiaro che se si deve comprare a prezzi particolarmente elevati, significa mobilitare un investimento importante, penso che questo potesse essere preso in considerazione». È anche per questa ragione che, prosegue Ternelli, «non credo che ci sarà un boom di nuovi farmacisti galenici trainato dalla nuova tariffa. La verità è che se si vuole guadagnare con la galenica bisogna lavorare moltissimo. Per alcune sostanze particolarmente care, poi (un esempio può essere il Tacrolimus), il fatto di dover considerare l’investimento in capitale senza più il raddoppio, fa sì che il guadagno non è di certo enorme. Quanto alla cannabis, il cui prezzo è rimasto a 9 euro al grammo, occorre dire che per comprendere se la nuova tariffa abbia migliorato le cose, bisogna verificare che tipo di preparazione andiamo ad allestire. Nel caso di un estratto oleoso, ad esempio, c’è effettivamente un certo miglioramento nel guadagno. Non è la stessa cosa nel caso di un estratto alcolico». Luci sì, ma anche alcune ombre, insomma, secondo il farmacista preparatore. Che parla anche della vicenda personale che lo ha visto sanzionato per “propaganda indiretta”, dopo aver indicato sul proprio sito internet che la sua farmacia è in grado di fare preparazioni a base di cannabis: «La giustizia ha 5 anni di tempo per decidere. Il primo step passa per le prefetture, che però per ora non si sono pronunciate. Solo una nel Centro Italia si è detta non competente per fornire un giudizio, girando il dossier alla regione. Siamo in attesa».

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