federfarma-campania-decreto-97Alla fine di giugno del 2018, il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso presentato da Federfarma Campania e dalle associazioni dei titolari delle province di Avellino, Benevento, Caserta. L’azione puntava il dito contro il decreto n. 97 del 20 settembre 2016, con il quale il Commissario ad acta per l’Attuazione del Piano di Rientro dai Disavanzi del Settore Sanitario nella Regione Campania ha dettato disposizioni in tema di “distribuzione dei farmaci in nome e per conto”. FarmaciaVirtuale.it ha ascoltato in merito l’opinione di Nicola Stabile, presidente di Federfarma Campania, secondo il quale «la sentenza non implica in realtà nulla di particolare rispetto a quelle che sono le politiche regionali, perché si tratta semplicemente di un’evoluzione di processi decisionali che erano stati già determinati dalle scelte sindacali delle associazioni provinciali. Queste hanno puntato ad ottenere degli accordi provinciali subito dopo l’approvazione del decreto 97. E la Regione, de facto, con tali accordi supera in parte la problematica». Nel merito della procedura amministrativa, Stabile spiega poi che «avevamo messo in conto la possibilità di andare incontro ad un giudizio del genere, ma non lo riteniamo ostativo del progetto comune che abbiamo noi e la Regione». Mentre da un punto di vista della possibile soluzione, per Stabile la strada da percorrere è quella politica: «È chiaro che il decreto è ancora in vigore, ed è chiaro che alcune cose andranno modificate. Ma su questo c’è l’impegno della Regione. Dal nostro punto di vista permangono dei punti critici che vanno smussati: è la nostra volontà ma è anche quella degli interlocutori istituzionali. Così come c’è la volontà di andare verso un processo di efficientamento del sistema farmaceutico, del quale noi dobbiamo essere protagonisti. Abbiamo avanzato alcune proposte come Federfarma Campania, dalla presa in carico dei pazienti con particolare patologie alla questione dell’aderenza terapeutica. Farmacie e Regione stanno collaborando per un progetto comune, nell’ottica di uno sviluppo più organico del servizio rispetto a quello attuale».

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