Piano ispettivo del Garante della privacyIl Garante per la protezione dei dati personali ha lanciato il piano ispettivo del secondo semestre 2017, che comprenderà anche controlli sul trasferimento di dati sanitari a società multinazionali, sul Sistema Pubblico di Identità Digitale, sul telemarketing aggressivo e sulle società di recruitment. Il programma è stato varato nelle scorse settimane, e prevederà ispezioni svolte anche in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, sulla base del protocollo di intesa siglato lo scorso anno che ha rafforzato l’attività di collaborazione tra le forze dell’ordine e il Garante. «Oltre che sui dati trattati dalle Aziende sanitarie locali, richiesti da aziende e società multinazionali operanti nel settore farmaceutico e sanitario, i controlli verteranno in particolare sui trattamenti di dati per il rilascio dell’identità digitale ai cittadini italiani (proseguendo l’attività già avviata nel primo semestre), sul settore dei call center (in particolare quelli situati in Albania) e sul sistema informativo dell’Istat», ha indicato lo stesso Garante. L’attività ispettiva, viene inoltre specificato, «riguarderà anche, come di prassi, le istruttorie avviate su segnalazione, reclamo o ricorso dei cittadini, così come la verifica dell’obbligo di notificazione, il rispetto delle norme sull’informativa e il consenso, l’adozione delle misure di sicurezza a protezione dei dati sensibili trattati da soggetti pubblici e privati». L’Autorità ha quindi sottolineato che «il bilancio dell’attività di accertamento svolta nel primo semestre 2017 indica sanzioni riscosse dall’erario per somme pari a oltre 1 milione e 700 mila euro, 300 sanzioni contestate e 20 segnalazioni all’Autorità giudiziaria per violazioni penali (la maggior parte delle quali relative a inosservanza dei provvedimenti del Garante, mancata adozione delle misure minime di sicurezza, violazioni connesse al controllo a distanza dei lavoratori)». Gli accertamenti si sono incentrati, per il settore privato, «principalmente sui trattamenti di dati effettuati da società che operano nel settore dell’intermediazione creditizia o finanziaria, da società di recupero crediti, da aziende che offrono servizi di vendita a domicilio o servizi di informazione commerciale, da imprese che operano nel settore della sharing economy, da centri odontoiatrici, da società che si occupano di marketing telefonico».

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