farmaci salvavitaÈ stato scoperto dai carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni un mercato nero di farmaci salvavita. Come riportato dal Tgr della Campania andato in onda il 12 giugno, le forze dell’ordine hanno anche proceduto ad eseguire cinque provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, tutte impiegate nel settore farmaceutico. Si tratta, secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa , di «dipendenti di grossisti e deposito farmaci». Per loro le accuse sono particolarmente pesanti: l’ipotesi di reato è infatti quella di «associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e riciclaggio di farmaci provento di furto». I cinque, posti agli arresti domiciliari, avrebbero dunque rivenduto farmaci rubati, «facendolo a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato», a grossisti e farmacisti compiacenti. La vicenda potrebbe coinvolgere infatti anche numerosi altri soggetti: il numero di indagati è infatti pari a 32 persone e anche alcuni farmacisti sono coinvolti.
«Le indagini – ha precisato ancora l’agenzia di stampa – hanno consentito di scoprire un traffico di farmaci di fascia H (farmaci ospedalieri o ad alto costo) di provenienza illecita, poiché provento di furti, proposti per l’acquisto a grossisti, depositari e farmacisti. I destinatari delle misure, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avevano costituito un mercato parallelo a quello ufficiale ove reperire i farmaci, in gran parte salvavita». Il Tg regionale ha specificato anche che «la merce a disposizione degli indagati, secondo le stime degli investigatori, aveva un valore di mercato complessivo di poco inferiore al milione di euro. I prodotti erano depositati e conservati in ambienti nei quali non erano rispettate le cautele di conservazione necessarie a preservarne l’integrità e l’efficacia». «Per quello che so – ha spiegato a FarmaciaVirtuale.it il presidente di Federfarma Napoli Michele Di Iorio – è un’indagine partita qualche mese fa, per fatti concentrati in una certa zona dell’hinterland napoletano. Si trattava in particolare di furti a danno di furgoni. Immagino che sia in questo senso l’esito di più inchieste. Non è grave, ma gravissimo quello che è emerso. Non conosco i farmacisti coinvolti, non so se siano titolari o meno. Quello che posso fare è complimentarmi con il NAS e augurarmi che la magistratura sviluppi al più presto le indagini, con particolare rigore e procedendo in modo tempestivo, perché troppo spesso poi la via giudiziaria si rivela troppo lunga». Più in generale, secondo Di Iorio «ci vuole una nuova gestione i questi farmaci. Occorre affidarne la custodia ai privati, perché il pubblico non è in grado di gestirli opportunamente. La materia è estremamente delicata perché si tratta di prodotti salvavita: il risvolto drammatico, perciò, è che quando li rubano ai distributori o alle Asl, li rubano anche ai pazienti».

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