Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma, replica all’intervista di Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad: «Le sue frasi offensive per la categoria».

federfarma romaVittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma, ha voluto replicare alle parole dell’amministratore delegato di Conad, Francesco Pugliese, che in un’intervista rilasciata a FarmaciaVirtuale.it ha ribadito la necessità di liberalizzare il settore.

Cosa non le è andato giù delle affermazioni del dirigente di Conad?
Sono dichiarazioni che non posso accettare, perché offensive per una categoria che fa del ruolo sociale la propria vita. In questi mesi terribili, prima con il terremoto e poi con l’ondata eccezionale di freddo e di neve, stiamo garantendo un servizio fondamentale per i cittadini. Nelle zone colpite dal sisma siamo stati presenti con i container, le tende, le automobili per portare i farmaci. In un contesto nel quale qualsiasi altro tipo di attività commerciale era, se non distrutta, comunque inagibile. Quando sento dire che farmacie rurali come quelle prendono dei sussidi, vorrei chiedere a Pugliese se è cosciente di quale sia il loro ammontare: un sussidio di residenza nella regione Lazio significa circa 1.500 euro all’anno per una farmacia. Lordi, poi ci si devono pagare sopra le tasse.

È anche vero, però, che in alcune regioni i sussidi sono più alti.
Sì, in alcune regioni si può arrivare a 8 o 9mila euro l’anno, ma la media è molto più bassa. Sempre lordi. Parliamo in ogni caso di poche centinaia di euro al mese. Per fare ciò che la grande distribuzione non fa: essere ad esempio reperibili 24 ore su 24, in qualsiasi situazione. Magari scendendo di casa alle 3 di notte per fornire un farmaco ad una mamma il cui bambino piange perché ha la febbre. Ecco: quando anche Conad garantirà questo tipo di servizio, allora potrò accettare che il suo amministratore delegato parli di farmacie.

Pugliese ricorda però che secondo dati Istat 4,6 milioni di italiani non riescono ad acquistare farmaci, e che dunque una liberalizzazione – garantendo maggiore concorrenza – potrebbe rappresentare un elemento utile di innovazione e cambiamento.
Davvero vogliamo credere che la battaglia di Conad sia per qualche centesimo di euro in meno su qualche farmaco? La realtà è che si vuole sottrarre la fascia C a dei piccoli imprenditori come i farmacisti, già duramente colpiti negli ultimi anni. Con l’avvento dei generici, ad esempio, a parità di costi fissi il valore della ricetta è calato sensibilmente, soprattutto per alcuni farmaci dopo si è arrivati a cali anche superiori al 70%.

La fascia C è dunque imprescindibile per le farmacie?
È l’unica che le fa sopravvivere, ad oggi. Non lo dico io ma è la Corte di Giustizia europea che lo ha affermato. Non dimentichiamo che molte farmacie sono costrette ad aprire la domenica o la notte in paesini di montagna, stampando magari 20 scontrini in un giorno intero. Tecnicamente si chiamano diseconomie, con le quali noi dobbiamo fare i conti, a differenza della Gdo.

Sulla questione sconti, che non sarebbero praticati dalle farmacie, cosa risponde?
Che quello citato da Pugliese nella sua intervista è uno studio che non ha senso, perché non ha senso parlare di sconti. Dal 2006 i prezzi degli Otc sono liberi: il che significa che ciascuno lo può scegliere in autonomia. Non c’è un prezzo di riferimento, sul quale appunto praticare uno sconto. Quando vedo volantini con offerte per l’Aspirina che parlano di sconto del 30% lo trovo assurdo. Anche io nella mia farmacia, allora, potrei scrivere che offro il medicinale con il 50% di sconto: basta indicare un qualsiasi costo iniziale, che tanto, ripeto, è determinato in modo libero.

Per un gruppo come Conad però le parafarmacie rappresentano una piccola quota del fatturato: Pugliese ha spiegato che l’idea è soprattutto di migliorare l’offerta per i cittadini.
So che Pugliese raccoglie delle firme per liberalizzare la fascia C. Gli rispondo proponendogli di fare una raccolta di firme per far sì che i guadagni della Gdo vengano tassati come quelli delle farmacie. Se il principio è aiutare la collettività, aumentando la tassazione degli ipermercati si può consentire di diminuire quanto pagato in media dai cittadini. Sono disposto ad aiutarlo per un’iniziativa del genere.

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