cannabis terapeuticaCome riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, sulle preparazioni a base di cannabis terapeutica da tempo pesano due problemi. Quello dell’approvvigionamento della materia prima e quello delle indicazioni terapeutiche a macchia di leopardo. «Su entrambi i fronti la situazione è di fatto immutata – spiega il farmacista Marco Ternelli -. La produzione italiana è sempre agli stessi livelli, e le nuove serre non sono ancora terminate: occorre aspettare. Nel frattempo, i mesi passano. Il ministero ha dichiarato che ci sarà un’importazione extra, rispetto a quanto previsto inizialmente, dai Paesi Bassi. Ma la realtà è che siamo ancora lontani dal rispondere alla domanda da parte dei pazienti». Secondo il professionista, infatti, «allo stato attuale la necessità reale in Italia è di almeno una tonnellata all’anno, forse anche di più. Mentre era stato disposto che se ne mettessero a disposizione circa 550 chilogrammi nel 2018. Di questi, 200 sarebbero dovuti arrivare dalla produzione italiana, altri 250 dai Paesi Bassi e 100 dal Canada. Il problema è che l’Italia a 200 chilogrammi non arriverà, al massimo si riuscirà a produrne circa 150. I 250 chilogrammi di provenienza olandese, poi, sono stati già importati. Mentre dei 100 in arrivo dal Canada ci si è fermati a circa 40, poi il tutto è stato bloccato per questioni burocratiche. Quindi è stato annunciato che l’importazione olandese potrà aumentare di 200 chilogrammi. A conti fatti, arriveremo a circa 590 in tutto. Comunque molto meno di quanto necessario. In questo modo è molto complicato mantenere la continuità per i farmacisti e per i pazienti». Anche sulla questione delle differenze da regione a regione in tema di indicazioni terapeutiche, la situazione è invariata: «In molti casi le amministrazioni non si sono adeguate ancora all’indicazione di rendere uniforme la dispensazione sul territorio. In alcuni luoghi del nostro Paese, i preparati a base di cannabis terapeutica non sono neppure mutuabili…».

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