«Dopo un secondo trimestre difficile, nel terzo trimestre abbiamo fatto progressi nella direzione degli obiettivi strategici stabiliti, e siamo lieti di registrare, rispetto ai primi sei mesi dell’anno, un miglioramento della crescita comparabile negli Stati Uniti». Stefano Pessina, executive vice chairman e Ceo di Walgreens Boots Alliance, commenta così i risultati finanziari relativi al terzo trimestre dell’anno fiscale 2019, presentati della multinazionale operante in oltre 25 paesi e con più di 415.000 dipendenti. Nello specifico, il gruppo evidenzia che «le vendite sono aumentate dello 0,7% a 34,6 miliardi di dollari», «il risultato operativo è diminuito del 24,7% a 1,2 miliardi di dollari», mentre «il risultato operativo rettificato è diminuito dell’11,7% a 1,7 miliardi di dollari». Infine, «l’utile per azione è diminuito del 16,5% a 1,13 dollari» e «l’utile per azione rettificato è diminuito del 4,0% a 1,47 dollari».

Quanto all’outlook per l’anno fiscale in corso, Wba sostiene che è stata «mantenuta la previsione per la crescita dell’utile per azione rettificato per l’anno fiscale 2019: sostanzialmente piatta, a tassi di cambio costanti». «Continueremo a rispondere con decisione ai rapidi mutamenti di trend – prosegue Pessina -; abbiamo già visto un miglioramento delle vendite retail negli Stati Uniti e una crescita delle prescrizioni, e stiamo facendo buoni progressi nell’attuazione del nostro programma trasformazionale di gestione dei costi. Nell’insieme, questi elementi ci danno fiducia per confermare la guidance per l’anno fiscale 2019 fornita in precedenza».

Nel mese di aprile del 2019 la realtà globale per la salute e il benessere, aveva presentato ufficialmente le attività in Italia. «Da farmacista – aveva spiegato Ornella Barra, farmacista e chief operating officer di Walgreens Boots Alliance -, ritengo che le farmacie italiane siano tra le meglio attrezzate e più capillari in Europa. È un patrimonio che i farmacisti devono difendere adeguandolo ai tempi, affrontando le sfide in modo proattivo. Bisogna investire e far evolvere il ruolo della farmacia, ricordando che anche le farmacie del centro città, e non solo le rurali, sono a rischio finanziario».

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