La società americana Verily – un tempo nota con il nome di Google Life Science ed appartenente al gruppo Alphabet – è riuscita ad ottenere finanziamenti pari ad un miliardo di dollari. La maggior parte dell’enorme somma proviene dal fondo d’investimento degli insegnanti dell’Ontario Silver Lake. Ma a partecipare, secondo quanto riferito da un comunicato della divisione Alphabet, sono state anche «altre società di respiro globale attive nel settore della gestione del risparmio». «I capitali mobilitati – ha aggiunto la società – sosterranno la crescita in comparti strategici, in particolare per quanto riguarda gli investimenti in aziende partner, le opportunità di sviluppo commerciale e le possibili acquisizioni». Il tutto concentrando l’attenzione sullo sviluppo di progetti innovativi nel settore delle tecnologie per la salute. Al contempo, è stato reso noto che Ruth Porat, direttrice finanziaria di Alphabet, ed Egon Durban, direttore generale di Silver Lake, entreranno nel consiglio di amministrazione di Verily

«Le capacità uniche di quest’ultima – ha commentato Durban – i suoi partner di livello mondiale e la sua strategia coraggiosa le permettono di incidere sul comparto della salute a livello globale. Siamo impazienti di lavorare con tutta la squadra di Verily e di fare la nostra parte nella missione che consiste nell’utilizzare le scienze e le tecnologie più innovative al fine di cambiare il paradigma delle cure sanitarie e migliorare i risultati clinici». Nel settembre del 2016, la stessa Verily e la francese Sanofi avevano annunciato un investimento comune di 500 milioni di dollari per creare l’impresa Onduo, il cui obiettivo è di lottare contro il diabete grazie ad un software in grado di seguire le condizioni dei malati in tempo reale.

Nel gennaio del 2017, poi, il fondo sovrano di Singapore, Temasek, ha investito in Verily 800 milioni di dollari. Come riportato da FarmaciaVirtuale.it, inoltre, il gruppo Walgreens Boots Alliance ha siglato all’inizio del 2019 una partnership con la stessa società, al fine di instaurare «una collaborazione su numerosi progetti, nel quadro di un vasto accordo che punta a migliorare il servizio reso ai pazienti che soffrono di patologie croniche. E che consentirà anche di abbattere i costi delle cure».

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