Come riportato ai propri lettori, a gennaio e febbraio del 2019 erano 766 i nuovi esercizi autorizzati alla vendita online di farmaci Sop e Otc in Italia, sulla base dell’ultima rilevazione effettuata da FarmaciaVirtuale.it. La legislazione vigente consente infatti di vendere online farmaci Sop e Otc, a seguito dell’ottenimento di un’autorizzazione che viene concessa attraverso una procedura che coinvolge le Regioni (o le Province autonome) e il ministero della Salute. Al termine della quale viene permesso alla farmacia o parafarmacia di esibire sul proprio sito Internet un apposito bollino di riconoscimento.

Analogamente alla parte legale, tuttavia, si sviluppa una controparte “illegale”, volta a conquistare gli utenti del Web italiano e mondiale mediante l’apertura di siti Internet che vendono non solo farmaci di automedicazione, ma anche quelli dietro presentazione di ricetta medica. Nella maggior parte dei casi si tratta di organizzazioni criminali radicate all’esterno dell’Italia, dunque di difficile individuazione. L’unica possibilità per intervenire è quella di operare un blocco a livello dei nodi Internet, al fine di oscurarne il contenuto “a monte”.

Con questo proposito, la Sezione analisi del reparto operativo presso il Comando carabinieri per la tutela della salute, hanno notificato ad alcuni Internet providers un provvedimento attraverso il quale è stato disposto l’oscuramento di cinque siti Internet. «L’iniziativa – si legge in un comunicato dei militari – impedirà l’accesso degli utenti italiani a cinque siti web, allocati su server extra-europei, che non solo effettuano la pubblicità online di medicinali senza essere in possesso della specifica autorizzazione del ministero della Salute, ma mettono anche in vendita dei farmaci soggetti a prescrizione medica obbligatoria, dispensabili esclusivamente in farmacia».

In aggiunta a ciò, in una distinta operazione, i carabinieri del Nucleo anti sofisticazione di Bari hanno deferito all’autorità giudiziaria una persona per esercizio abusivo di professione, sempre grazie ad accertamenti eseguiti mediante rete Internet. Nello specifico, «l’indagato è accusato di aver commercializzato, su una piattaforma online, dei farmaci veterinari soggetti ad obbligo di prescrizione medica, senza essere in possesso del titolo abilitante di farmacista». Infine, anche se non riguarda il canale online, il Nas di Alessandria ha deferito alla procura di Vercelli una farmacista titolare di farmacia in Piemonte, a seguito di un’ispezione nella quale i militari hanno rinvenuto «229 confezioni di medicinali di varia tipologia, sprovvisti delle rispettive fustelle adesive, che l’indagata deteneva all’interno dei locali della farmacia senza giustificato motivo», giungendo al sequestro delle stesse, per un valore di 2.500 euro.

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