Il 18 novembre 2021 Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, ha annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico con la finalità di monitorare il fenomeno della carenza di Cannabis terapeutica in Italia. Nell’intervento a margine dell’atto istitutivo, Costa ha ricordato che il tavolo «ha il compito di analizzare e approfondire i bisogni di salute dei pazienti che utilizzano farmaci a base di cannabis, al fine di individuare percorsi condivisi e praticabili per la risoluzione delle criticità riscontrate». Ciò con il coinvolgimento delle rappresentanze dei pazienti ma anche delle sigle di filiera, con i Ministeri, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, l’Aifa e le Regioni. A ottobre Costa aveva aperto alla possibilità, per aziende pubbliche e private, di coltivare Cannabis terapeutica.

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Fornire risposte adeguate alle esigenze dei malati

Roberto Tobia, segretario di Federfarma, ha espresso parere favorevole all’istituzione del tavolo che, a suo avviso, «contribuirà a fornire risposte adeguate alle esigenze dei malati, individuando soluzioni condivise per risolvere le molte criticità legate all’uso terapeutico della cannabis, a partire dall’annoso problema della carenza di materia prima che non consente di garantire le cure necessarie ai malati terminali e a chi soffre di dolore cronico». Tobia ha evidenziato che «Federfarma esprime grande soddisfazione perché quest’iniziativa nasce dalle istanze promosse dai farmacisti insieme alle associazioni dei malati e divulgate grazie all’impegno della televisione pubblica e di quei media che, attraverso i loro programmi di servizio, danno voce alle necessità dei cittadini». Dunque, il ringraziamento a Costa «per la sensibilità dimostrata su un tema così rilevante e per aver istituito un tavolo al quale Federfarma sarà lieta di apportare il proprio contributo».

L’interrogazione del senatore Di Micco

Sul tema della carenza di Cannabis sono stati diversi gli interventi nel corso degli ultimi mesi, tra cui quello di Fabio Di Micco, senatore del gruppo misto, che lo scorso luglio ha presentato un’interrogazione diretta al ministro della Salute, al fine di comprendere «se non si intenda rivedere i quantitativi massimi circolanti al di là di singoli interventi dei farmacisti e se si non intenda monitorare l’effettiva quantità prodotta nonché autorizzare un aumento, corrispondente al reale fabbisogno, della quantità di cannabis che può essere prodotta dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, considerato anche il costante aumento di pazienti cronici che hanno necessità di ricorrere alle cure non convenzionali». Il parlamentare aveva chiesto di sapere «se il Ministro non ritenga opportuno intervenire per semplificare l’importazione di cannabinoidi per sopperire alle necessità di migliaia di malati, per promuovere la formazione e informazione degli operatori e, infine, per includere i cannabinoidi terapeutici nei livelli essenziali di assistenza al fine di renderli rimborsabili in modo uniforme in tutta Italia».

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