Takeda Italia, azienda di Takeda Pharmaceutical Company Limited, casa farmaceutica giapponese e una delle maggiori a livello mondiale, ha inaugurato il nuovo laboratorio di controllo qualità nello stabilimento di Pisa, parte del piano di investimenti da 275 milioni di euro in Italia. L’espansione consentirà di garantire ai pazienti farmaci plasmaderivati sempre più sicuri. A farlo sapere è la stessa Takeda, la quale ha reso noto che «con l’incremento della capacità produttiva, nello stabilimento di Pisa potranno essere internalizzati test che fino ad oggi erano eseguiti in altre sedi estere di Takeda». All’evento di presentazione, tenuto martedì 5 luglio 2022, hanno partecipato Deborah Bergamini, sottosegretario per i rapporti con il Parlamento, Michele Conti, Sindaco di Pisa, Massimiliano Barberis, AD di Takeda Manufacturing SpA, Stefano Navari, del Quality Head, e Annarita Egidi, AD di Takeda Italia.

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Eccellenza nella produzione di plasmaderivati

Secondo quanto spiegato da Takeda «lo stabilimento di Pisa, considerato un’eccellenza nella produzione di plasmaderivati e che oggi impiega circa 200 collaboratori, si occupa da oltre 30 anni della lavorazione dell’albumina, proteina ad alto valore terapeutico estratta dal plasma, necessaria per il trattamento di un ampio spettro di patologie gravi o di condizioni fisiologiche, come insufficienza epatica, sindrome nefritica, ipovolemia, difficoltà respiratorie e shock». Quanto al nuovo laboratorio, Takeda precisa che «è il risultato di un investimento di circa 2 milioni di euro che si inserisce in un piano di investimenti di Takeda in Italia di oltre 275 milioni di euro dal 2021 al 2025. La nuova struttura è progettata e realizzata nell’ottica di una produzione totalmente snella, e garantirà ai pazienti farmaci plasmaderivati sempre più sicuri».

Raddoppio della capacità produttiva

Come evidenzia Massimiliano Barberis «il nostro obiettivo è quello di raddoppiare la capacità produttiva nei prossimi anni perché il numero di pazienti che, in Italia e nel mondo, ha bisogno di essere trattato con terapie plasmaderivate di altissimo profilo qualitativo è in continua crescita. Questo piano di investimenti contribuirà inoltre a confermare il ruolo di Pisa come fornitore principale di albumina per Takeda nei paesi in via di sviluppo». Per Stefano Navari «disporre di un laboratorio innovativo, disegnato e realizzato per eseguire con estrema efficienza ed accuratezza tutti i controlli previsti sui nostri prodotti, significa in estrema sintesi sicurezza, per Takeda e soprattutto per i nostri pazienti». Annarita Egidi sottolinea che «questo importante investimento economico, volto all’aumento della capacità produttiva di farmaci plasmaderivati, porterà con sé anche nuove assunzioni. Un incremento di risorse umane che si uniranno agli oltre mille dipendenti di Takeda già presenti in Italia e che ci consentirà di contribuire alla salute dei cittadini e di produrre valore per il Paese».

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