Dopo il caso delle ricette elettroniche veterinarie a pagamento dello scorso ottobre, Striscia la notizia riaccende i riflettori su dinamiche che – seppur in maniera marginale – toccano il settore delle farmacie. Questa volta, in un servizio andato in onda martedì 28 gennaio, Valerio Staffelli punta il dito contro gli alcoltest venduti in rete da negozi non specializzati ed altri invece ceduti in farmacia. Nelle immagini della durata di poco più di 5 minuti, un autore entra in diverse farmacie acquistando dei comuni alcoltest. Al momento della vendita, si vede nel filmato, il farmacista al banco fornisce informazioni utili relative al funzionamento del dispositivo utilizzato per misurare il tasso alcolemico, sulla base delle caratteristiche dello strumento oggetto della cessione.

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Ad acquisti effettuati, i giornalisti si rivolgono alla Polizia di Stato per effettuare una comparazione degli alcoltest appena acquistati con i dispositivi utilizzati dagli organi preposti al controllo. Ebbene, il risultato ottenuto con la strumentazione in dotazione alle forze dell’ordine è differente dai comuni alcoltest acquistati precedentemente. Secondo quanto riferito nel corso del servizio «l’80% dei prodotti testati ha dichiarato il nostro attore sobrio, contrariamente a quanto dichiarato dalle forze di polizia». Dunque, Staffelli ritorna nelle farmacie con la finalità di ammonire i farmacisti. Secondo Striscia le schede tecniche degli alcoltest venduti, infatti, avrebbero indicato chiaramente nelle istruzioni che «il risultato ottenuto non può essere comparato con l’etilometro della Polizia». Informazioni che, secondo quanto riferito da Striscia, sarebbero state omesse al momento della vendita del dispositivo.

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