Il Palazzo dei congressi di Firenze è pronto ad ospitare la trentanovesima edizione dl Congresso nazionale della Società italiana di farmacologia (Sif) che si svolgerà da mercoledì 20 a sabato 23 novembre 2019. Nei quattro giorni saranno affrontate numerose tematiche di cruciale importanza per lo sviluppo della disciplina e della professione. Tra queste, «quanto durerà ancora il privilegio di una assistenza gratuita?», «le nuove terapie contro il cancro: dalla Car-T all’immunterapia», «big data sanitari», «farmaco-resistenza», «farmaci per curare il cervello», «oppioidi», ed infine i temi dei cannabinoidi, dell’obesità e delle nuove molecole contro l’abuso di alcol. «Il mondo del farmaco – spiega Alessandro Mugelli, presidente della Sif – sta vivendo un periodo esaltante, una sorta di nuovo Rinascimento. Parafrasando Dickens, potremmo dire che per il mondo del farmaco questi sono i tempi migliori e che questi sono i tempi peggiori». In questo ambito, «il lavoro del ricercatore – prosegue Mugelli – è radicalmente cambiato rispetto al passato e ci sono migliaia di nuovi potenziali farmaci in sviluppo preclinico e clinico: ma come valutare il valore dell’innovazione nel campo delle nuove molecole che dal laboratorio devono arrivare in farmacia e negli ospedali? Già, perché, data l’enorme spesa (per creare un nuovo farmaco parliamo di circa 2 miliardi di dollari e dai 10 ai 20 anni di ricerca) è necessario studiare quali benefici porterà».

Il fitto programma, di cui si allega una copia nella sezione “Documenti allegati”, prevede decine tra letture, simposi e conferenze, parte delle quali sponsorizzata dai diversi colossi farmaceutici. Lo scorso ottobre la Società italiana di farmacologia aveva acceso i riflettori sulle limitazioni legate alla diffusione dei medicinali equivalenti derivanti da pregiudizi diffusi tra operatori sanitari e pazienti. Per l’occasione la Sif aveva predisposto un documento nel quale venivano evidenziate le caratteristiche peculiari e tecniche che forniscono supporto informativo alla corretta diffusione dei medicinali equivalenti. Informazioni che, una volta acquisite dagli operatori sanitari, tra questi i farmacisti, devono essere correttamente trasferite ai pazienti che potranno disporne ed effettuare una scelta consapevole.  «Il progetto – aveva spiegato la Sif – è un percorso formativo per gli studenti universitari che saranno i professionisti della salute di domani (medici, farmacisti, infermieri), che serve a fare conoscere cosa sono e quali sono i percorsi regolatori che portano alla immissione in commercio dei farmaci equivalenti e biosimilari».

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