La Regione Lazio ha recepito l'”accordo per la partecipazione delle farmacie pubbliche e private al percorso di prevenzione offerto dal programma regionale di screening del colon retto”. La disposizione è stata firmata il 23 maggio 2022 della Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria, da Federfarma Lazio e dal Coordinatore regionale di Assofarm. Le farmacie aderenti dovranno quindi adottare il protocollo operativo della Regione per divenire punto di erogazione per la ricerca del sangue occulto fecale nello screening del tumore del colon retto. Come afferma Eugenio Leopardi, presidente di Federfarma Lazio, l’iniziativa è stata accolta con soddisfazione dai farmacisti laziali. «La prevenzione è un momento fondamentale della sanità di oggi e di domani. Per questo motivo le farmacie del Lazio hanno aderito con convinzione all’accordo proposto dalla Regione per essere più vicini ai cittadini e aiutarli a partecipare in maniera più semplice e rapida a uno screening importante come quello del colon retto che può permettere di diagnosticare in tempi precoci una malattia che altrimenti si potrebbe trasformare in una patologia molto grave, dolorosa e molto spesso letale».

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Le procedure operative

Per effettuare lo screening, la farmacia riceverà un dato numero di kit diagnostici per la ricerca del sangue occulto fecale, con spiegazioni di utilizzo e sacchettino per il dispositivo. La farmacia invia una richiesta di approvvigionamento al Ccs di competenza per territorio, secondo le modalità concordate con lo stesso. Sarà il Ccs a stabilire il numero di provette da inviare alla farmacia richiedente e a invitare i cittadini a recarsi in un determinato presidio per ritirare e riconsegnare il kit. Come stabilisce il protocollo, «la farmacia accede al Sispo web per ricercare l’utente che si presenta per ritirare il kit e verificarne l’eleggibilità. Individuato correttamente l’assistito, verifica i dati anagrafici con eventuale aggiornamento del recapito telefonico e contatto email. Provvede alla consegna della provetta con associazione del codice provetta all’utente (a tal fine è richiesto un lettore ottico per la lettura del barcode apposto su ogni singolo kit). La farmacia provvede inoltre alla compilazione del questionario sulla familiarità dell’assistito, fornisce le indicazioni sulla modalità di raccolta e riconsegna del campione. Il Ccs fornisce supporto formativo e primo livello di assistenza alle farmacie». Le provette riconsegnate vengono conservate, preferibilmente, in frigorifero dedicato, fino al ritiro da parte della Asl.

Rimborsi delle prestazioni erogate

In base all’accordo, la Regione Lazio riconosce 4,00 euro (Iva inclusa) per ciascun test raccolto e inviato alla Asl di riferimento. I compensi per le provette riconsegnate vanno inseriti nell’apposito rigo della Dcr mensile a partire dal termine del primo mese di adesione al progetto. Dovendo disporre di un frigorifero dedicato, è previsto inoltre un importo una tantum di 50,00 euro alle farmacie che abbiano effettuato il servizio per almeno undici mesi nell’arco temporale del primo anno. L’importo andrà inserito nella prima rendicontazione utile, successiva al dodicesimo mese dall’adesione del progetto.

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