Una recentissima sentenza della Cassazione ha chiarito che le ricette non possono costituire titoli di credito perché prive di quei caratteri di “letteralità” e “autonomia” che producono l’incorporazione del credito nel documento, alla stregua, per intenderci, di una cambiale; e questo, anche se le ricette sono corredate dai bollini perché, come noto, costituiscono soltanto il mezzo, previsto dalla Convenzione, per dimostrare l’avvenuta effettuazione delle prestazioni farmaceutiche.

[Se vuoi ricevere tutte le novità iscriviti gratis alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Arriva nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Apri questo link]

Ne deriva, secondo la Corte, che se il farmacista, per causa a lui non imputabile, distrugge o smarrisce le ricette può legittimamente fornire la prova dell’esecuzione della prestazione nei  confronti del SSN con altri mezzi.

Avv. Stefano Lucidi

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.