In una nota fatta circolare il 3 maggio 2019, il ministero della Salute aveva minimizzato presunti disservizi a carico degli assistiti in merito all’introduzione della nuova ricetta elettronica veterinaria. Con queste rettifiche, che riguardavano tra le altre la notizia che alcuni veterinari esigessero importi da parte dei possessori degli animali, al fine dell’emissione della ricetta elettronica veterinaria, il ministero della Salute chiariva che le somme non sono in alcun modo dovute dai pazienti. Oltre a questo problema, il ministero aveva fornito dei chiarimenti relativi a differenti disservizi segnalati, come per i tempi di emissione delle nuove prescrizioni dematerializzate.

Oltre ai problemi evidenziati dal ministero, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, scende in campo per segnalare ulteriori problemi di operatività in carico alle farmacie e stimolare un’azione ministeriale. In una circolare inviata alla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della Salute, dopo aver ribadito che «anche le nostre farmacie ci hanno segnalato, a più riprese, le lamentele dei loro clienti rispetto alla richiesta di far pagare loro la redazione della ricetta elettronica», Cossolo ha evidenziato che sono «ancora molte le difficoltà che le farmacie lamentano al momento dell’erogazione della ricetta elettronica veterinaria».

Nello specifico, sottolinea il dirigente, «sono ancora troppe le ricette che contengono farmaci con Aic non in commercio e che costringono le farmacie ad una difficile attività di sostituzione. A tale problema si potrebbe ovviare eliminando dal Prontuario tutti i farmaci che non sono più disponibili sul territorio italiano». Inoltre, «ugualmente complessa è anche la gestione delle ricette prescritte su carta dal veterinario in caso di urgenza, ovvero per problemi di connessione al sistema. Secondo quanto previsto dal Manuale operativo, le farmacie avrebbero dovuto gestire tali ricette utilizzando una maschera web ad hoc. Tale maschera web, la cui attivazione era stata promessa subito dopo Pasqua, ancora non è stata resa disponibile, bloccando in tal modo, sine die, l’erogazione del medicinale veterinario da parte delle nostre farmacie». Dunque, la richiesta all’indirizzo del ministero: «Le chiediamo, pertanto, di attivarsi prontamente per risolvere questi problemi che stanno rendendo la vita particolarmente difficile alle farmacie italiane».

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