Con un focus sulla catena del valore e sulla scarsità di principi attivi e materie prime farmaceutiche si è conclusa l’edizione 2021 dell’«Osservatorio sul sistema dei farmaci generici» realizzato dalla Società di studi economici Nomisma per Egualia presentato il 16 novembre 2021 a Roma. All’evento hanno partecipato Giovanni Tria, consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico, Alessandro D’Arpino, vicepresidente Sifo, e Salvatore Torrisi, presidente Fare. Sul tema della carenza di materie prime, legato alle delocalizzazioni, durante il convegno è emerso che «dopo essersi impoverita per decenni delle lavorazioni primarie a basso valore aggiunto, lasciate ai Paesi emergenti per concentrarsi sugli anelli finali, più ricchi di marginalità, l’UE è costretta a correre ai ripari a fronte di situazioni limite di quasi scarsità». Ciò se si considera che, come emerso nel rapporto «il 75% degli equivalenti consumati a livello globale è prodotto in Europa» e che «Germania e Italia si confermano come maggiori Paesi produttori di equivalenti».

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Quali strategie di reshoring?

Secondo Egualia si tratta di «imprese che generano un volume d’affari di 4,3 miliardi di euro, +8% medio annuo, ma indicatore Ebitda su ricavi al 10,6%, inferiore ai livelli del 2014, segno della complessa sfida della sostenibilità delle imprese di equivalenti, stesso indicatore per le altre imprese farmaceutiche al 15,1% in crescita». Solo quelle associate alla sigla «registrano un impatto complessivo – effetto diretto, indiretto e indotto – pari a circa otto miliardi di euro in valore produzione e oltre trentanovemila occupati». In materia di reshoring viene evidenziato che «nel breve termine le strategie per ridurre i colli di bottiglia in tema di principi attivi e materie prime farmaceutiche sono principalmente due: moltiplicare le fonti di approvvigionamento – operazione difficile vista la concentrazione geografica dei fornitori nei Paesi asiatici, oppure – soluzione più radicale e strutturale – internalizzare alcune fasi della catena fino al raggiungimento di un livello accettabile di autosufficienza strategica. Ma c’è reshoring e reshoring».

Controllo delle produzioni e delle materie prime

Lucio Poma, Chief Economist di Nomisma e coordinatore scientifico dello studio, ha spiegato che «il controllo delle nuove materie prime e delle produzioni primarie da parte dei Paesi asiatici è diventata ormai un’arma di competizione letale. Per questo uno degli obiettivi primari della nuova pharmaceutical strategy europea punta a diversificare le catene di produzione e di approvvigionamento, promuovendo gli investimenti produttivi all’interno dell’Unione». Il dirigente evidenzia che «se il principio attivo ha un valore molto elevato sarà possibile produrlo, in regime di completa concorrenza, anche in Italia; per i principi attivi di scarso valore unitario il discorso è diverso. Le dimensioni minime efficienti sono enormi, come importante è l’asimmetria tra Asia e Ue sui costi del lavoro. Senza aiuti di stato all’impresa o meccanismi di controllo della domanda, assieme a politiche di acquisto più sostenibili nel tempo, difficilmente potrà nascere una impresa di dimensioni tali da poter competere contro i colossi asiatici».

Documenti allegati

3018 – Osservatorio Nomisma sul mercato dei farmaci generici 2021

© Riproduzione riservata

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