«Si fa seguito alle precedenti circolari in materia di emergenza sanitaria da Covid-19 per richiamare l’attenzione sulla disposizione di cui all’Art. 7 del D.L. 14/2020, in base alla quale la misura della quarantena con sorveglianza attiva, prevista dal D.L. 6/2020 per gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva, non si applica agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali che vengono sottoposti a sorveglianza». È quanto fa sapere in una nota l’Ordine interprovinciale dei farmacisti di Bari e Barletta Andria Trani, il quale evidenzia che «è disposto che i medesimi operatori sospendano l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19. Pertanto – conclude l’Ordine -, la sospensione dell’attività da parte dei farmacisti e degli operatori delle farmacie, ancorché sottoposti a sorveglianza sanitaria, scatta solo nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19».

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I risultati di uno studio sui farmacisti

È utile ricordare che lo scorso giugno FarmaciaVirtuale.it aveva reso noti i risultati di uno studio che valutava l’impatto della pandemia da Covid-19 sulla coorte dei farmacisti italiani operanti del territorio. Si tratta dello studio «Community pharmacists exposure to Covid-19», portato a termine da un gruppo di ricercatori dell’Università di Trieste. Dei 67.000 farmacisti che lavoravano nelle farmacie del territorio, avevano risposto in 1.632. Secondo quanto emerso alla data del sondaggio, 624 farmacisti (38,2%) avevano sviluppato almeno un sintomo legato a Covid-19: 269 soggetti avevano presentato i sintomi più indicativi di Covid-19 (febbre, tosse, dispnea e anosmia/ageusia); 355 riportato almeno un sintomo aspecifico (mialgie, astenia, mal di gola, mal di testa, diarrea e confusione mentale). Il periodo con il maggior numero di farmacisti sintomatici è stato quello tra il 28 febbraio e l’8 marzo.

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