La determina Aifa di autorizzazione in Italia del vaccino anti Covid Nuvaxovid (Novavax) è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 305 del 24 dicembre 2021. Nell’atto recante «Classificazione, ai sensi dell’art. 12, comma 5, della legge 8 novembre 2012, n. 189, del medicinale per uso umano Nuvaxovid, approvato con procedura centralizzata» si legge che «Nuvaxovid è indicato per l’immunizzazione attiva per la prevenzione di Covid 19, malattia causata dal virus Sars-Cov-2, in soggetti di età pari o superiore a diciotto anni». In merito alla posologia nei soggetti di età pari o superiore a diciotto anni, nella determina si legge che «viene somministrato per via intramuscolare come ciclo di 2 dosi da 0,5 ml ciascuna. Si raccomanda di somministrare la seconda dose tre settimane dopo la prima dose – vedere paragrafo 5.1». Inoltre «non ci sono dati disponibili sull’intercambiabilità di Nuvaxovid con altri vaccini anti Covid-19 per il completamento del ciclo di vaccinazione primario. I soggetti che hanno ricevuto una prima dose di Nuvaxovid devono ricevere la seconda dose di Nuvaxovid per completare il ciclo di vaccinazione». Quanto alla popolazione pediatrica «la sicurezza e l’efficacia di Nuvaxovid nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a diciotto anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili».

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Il 22 dicembre il via libera dell’Aifa

Lo scorso 22 dicembre la Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato parere favorevole per l’utilizzo in Italia del vaccino Nuvaxovid (Novavax) «rendendolo disponibile nell’intera indicazione autorizzata da Ema per i soggetti di età uguale o superiore ai 18 anni». Nell’occasione, l’Aifa aveva fatto sapere che «la vaccinazione prevede un ciclo vaccinale primario di due dosi a distanza di tre settimane l’una dall’altra». La Commissione tecnico scientifica aveva anche sottolineato come «i dati disponibili sul vaccino Nuvaxovid hanno mostrato un’efficacia di circa il 90% nel prevenire la malattia Covid-19 sintomatica anche nella popolazione di età superiore ai 64 anni. Il profilo di sicurezza si è dimostrato positivo, con reazioni avverse prevalentemente di tipo locale».

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