Alfredo Orlandi e Alfonso Misasi, rispettivamente ex presidente Sunifar ed ex segretario di Federfarma, esplicitano il loro dissenso in seguito alle tempistiche di approvazione del nuovo statuto di Federfarma. Ciò attraverso un comunicato inviato a Marco Cossolo, presidente di Federfarma, ai componenti del consiglio di presidenza, al consiglio delle Regioni ed infine all’assemblea nazionale di Federfarma. Secondo quanto si legge nella nota «nella qualità di membri dello stesso consiglio siamo veramente orgogliosi del fatto che si chiamerà “Consiglio Nazionale” e che addirittura potrà integrare “la proposta del consiglio di presidenza, solo per la composizione delle commissioni tecniche, con un ulteriore componente di propria designazione».

«Ci chiediamo – evidenziano Orlandi e Misasi – come si fa a non capire che intestardirsi a tenere fuori dal Consiglio di Presidenza più della metà delle Federfarma Regionali, in un momento in cui addirittura si parla di “Autonomia” di molte realtà regionali, significa mettere a serio rischio l’unitarietà di Federfarma. Oggi sono rappresentate in Consiglio 10 Regioni su 21 e lo Statuto permetterebbe di scendere addirittura sotto con i doppioni e con la scelta, non vietata, di eleggere rappresentanti magari non indicati dalle stesse Regioni. C’è solo da sperare che l’Assemblea dica no e richieda una partecipazione corale che eviti rischi di derive separazioniste».

Solo alcuni giorni prima, il 22 luglio, la sigla aveva mosso una critica verso un’iniziativa di consegna domicilio promossa da Federfarma Perugia. Nell’occasione i dirigenti avevano espresso le loro perplessità in merito alla «consegna gratuita dei farmaci da banco, integratori o prodotti diversi dal farmaco a domicilio per casi non urgenti, riservata esclusivamente ad anziani o comunque a persone impossibilitate a recarsi in farmacia, per disabilità o gravi malattie, e che non possono delegare altri soggetti».

© Riproduzione riservata