Il 29 ottobre 2021 si celebra la Giornata mondiale della psoriasi, occasione annuale per mantenere alta l’attenzione su una patologia che riguarda solo in Italia circa un milione e mezzo di persone, fino a 125 milioni nel mondo. A confermare il proprio supporto verso i pazienti e le associazioni di categoria è Alfasigma, tra i principali player dell’industria farmaceutica italiana, con il suo sostegno all’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco). Nel dettaglio sono state organizzate diverse iniziative preparatorie all’evento vero e proprio, per sensibilizzare il pubblico. «Apiafco metterà a disposizione dei pazienti un supporto medico consulenziale telefonico rispetto a varie problematiche come richieste sulla terapia in corso, valutazione degli esami, dubbi in merito ad eventi avversi a cui si è andati incontro».

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Nascita e sviluppo della psoriasi

In merito allo sviluppo della psoriasi parla Valeria Corazza, presidente Apiafco: «La ricerca ha infatti dimostrato che la psoriasi è una malattia complessa, autoimmune, sistemica. L’infiammazione della pelle è soltanto la manifestazione esterna. La persona psoriasica spesso ha problemi cardiocircolatori, molto spesso reumatologici. Altre co-morbidità che hanno un impatto significativo sono la sindrome metabolica, l’obesità e in moltissimi casi la depressione. Ecco perché la definisco la malattia dei forti, data la sofferenza fisica psicologica e sociale che provoca». A ciò si aggiunge «il problema della diagnosi che spesso avviene dopo molti anni dalla comparsa dei primi sintomi, quando invece una diagnosi corretta e in tempi brevi permetterebbe un accesso al trattamento e un miglioramento più probabile e rapido della malattia».

Impatto devastante sulla vita delle persone

Sulle condizioni di vita di chi è affetto da psoriasi Francesco Cusano, presidente Adoi, spiega «come peraltro molte altre malattie croniche della pelle, viene spesso percepita come un mero problema estetico e pertanto poco considerata dal non addetto ai lavori così come dal decisore politico di turno. Spesso e volentieri, tuttavia, il suo impatto sulla vita della persona che ne è affetta risulta devastante». Cusano continua sostenendo che «ciò si verifica non soltanto come conseguenza dei frequenti coinvolgimenti di altri organi cui si estende la patologia quali articolazioni, tratto gastroenterico, apparato cardio-vascolare o occhi, né come semplice riduzione della qualità della vita in un tratto più o meno lungo della stessa, quanto piuttosto condizionando in maniera significativa l’individuo nei momenti cruciali e nelle tappe della sua esistenza, impedendogli di esercitare alcune professioni, di frequentare ambienti collegiali quali spiagge o piscine, di praticare sport o altre attività ludiche o ricreative, fino al forte condizionamento o alla rinuncia a una vita familiare o comunque strettamente relazionale».

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